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GIORNATA CONTRO OMOFOBIA; BRESSO: ITALIA INDIETRO SUI DIRITTI GLBT. CLASSE POLITICA ARRETRATA, MENTRE SOCIETA' VA AVANTI
Giovedì 17 Maggio 2012 11:59
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Torino, 17 mag –  “Questa giornata è particolarmente importante in paesi come il nostro dove il riconoscimento dei diritti civili è ancora indietro rispetto a molti paesi europei”. E’ questa il commento di Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni UE e consigliere regionale del Piemonte, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, promossa dall’Unione Europea nel 2007. “Sono una convinta sostenitrice dei diritti civili – dichiara Bresso - e quando si parla dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender non si tratta di introdurre nuovi diritti per una cerchia di persone, ma piuttosto di rispettare gli stessi diritti umani per ogni persona senza discriminazioni”.“Il testo approvato dall'Europarlamento – ricorda la presidente del Comitato delle regioni - invita tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di attivarsi in tal senso. Con alcune differenze, ad oggi  - afferma Bresso -, in Europa le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono previste nei Paesi Bassi, apripista nel 2001, Belgio, Spagna, Svezia e Portogallo, Danimarca, Francia, Germania, Lussemburgo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, Austria e Irlanda. Purtroppo - rimarca -  in Italia viviamo una situazione di arretramento intollerabile, ci troviamo di fronte a situazioni di inciviltà  non degne di un paese civile”. “In Italia – conclude – esiste un blocco trasversale che condanna il paese all’arretratezza sui diritti GLBT. Dove può spingersi Obama e Hollande, in Italia la classe politica preferisce mantenere lo sguardo rivolto al passato, intanto le nuove famiglievivono prive di tutele e diritti”.

 
BRESSO INVITA I SINDACI CINESI PER UNIRE LE FORZE PER LE CITTA' SOSTENIBILI
Venerdì 04 Maggio 2012 11:31
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Il Presidente del Comitato delle regioni (CdR), Mercedes Bresso, rivolgendosi al vice-premier cinese, Li Keqiang, e il sindaco di Pechino, Guo Jinlong, ha invitato i Sindaci cinesi a rafforzare i legami con le città e le regioni europee nella lotta ai cambiamenti climatici. Parlando alla conferenza congiunta sull’urbanizzazione in Unione europea (UE) e in Cina, la Presidente Bresso ha ribadito l'importanza delle città in questo processo per raggiungere una soluzione globale per lo sviluppo sostenibile e ha proposto un rafforzamento della partnership tra il CdR e l'Associazione cinese dei Sindaci.
Inoltre ha sostenuto che i Sindaci sono in prima linea per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile, Bresso ha sottolineato l'importanza della condivisione delle esperienze e il rafforzamento della cooperazione tra le città. Abbiamo l'esempio europeo del Patto dei Sindaci, attraverso una rete globale di città e regioni, a cui si è aggiunto di recente un accordo con la Conferenza dei sindaci degli Stati Uniti,  prima di chiamare l’Associazione dei sindaci cinesi a prendere in considerazione una simile collaborazione. Dovremmo arrivare entro la fine dell’anno a un Forum dei Sindaci UE-Cina. Il presidente Bresso ha dichiarato anche che le città sono "istituzioni vitali nel processo democratico e laboratori in cui il potere si evolve al servizio della giustizia sociale e del progresso", come affermato nella dichiarazione di Copenaghen che è stata adottata dal Comitato al vertice Copenaghen nel marzo scorso.
La collaborazione UE-cinese sullo sviluppo sostenibile è inserita ai primi posti dell'agenda politica. Durante il recente vertice di Copenaghen, José Barroso, il presidente della Commissione europea, aveva fatto riferimento a questa crescente collaborazione dicendo che: "Proprio di recente, in Cina, abbiamo festeggiato con i nostri partner cinesi una partnership per l’urbanizzazione, in cui i cinesi vogliono imparare dalla nostra esperienza di sviluppo delle aree urbane, proprio in termini di sostenibilità". Questa relazione è stata formalizzata a Bruxelles attraverso la sottoscrizione del partenariato UE-Cina, firmato dal Presidente Barroso e dal vice-premier cinese, in presenza di una delegazione di sindaci europei, guidati dalla presidente Bresso e una delegazione di sindaci cinesi. Questo dialogo proseguirà al Forum dei Sindaci UE-Cina che si terrà entro la fine dell'anno.

 
CACCIA; BRESSO: EMENDAMENTO VERGOGNA, SI CALPESTA DEMOCRAZIA DIRETTA
Venerdì 04 Maggio 2012 10:10
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Torino, 3 mag. (Adnkronos) - "E' una vergogna". Cosi' Mercedes Bresso, ex presidente della Regione Piemonte oggi consigliere regionale, commenta l'approvazione in Aula dell'emendamento che abroga la legge sulla caccia, annullando di fatto il referendum previsto per il 3 giugno."La Giunta - prosegue Bresso - con un colpo di mano ha annullato un principio fondamentale della democrazia diretta. Con il voto di oggi in Consiglio regionale - sottolinea - si e' manifestata la totale incapacita' politica di una giunta sempre piu' allergica ai piu' elementari principi di legalita'. Se il problema erano le risorse necessarie allo svolgimento del referendum, potevano sostenere l'accorpamento con le elezioni amministrative, cosi' facendo avremmo potuto ridurre di molto i costi previsti. Purtroppo - rimarca - le motivazioni erano altre e le intenzioni, a questo punto, sono preoccupanti. Non rimane - conclude Bresso - che ricorrere alla Giustizia amministrativa e cercare di far valere un diritto che non puo' essere calpestato impunemente".

 
UE: BRESSO, PIU' CORAGGIO NEL PROMUVERE MERCATI AGRICOLI LOCALI
Lunedì 23 Aprile 2012 11:23
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agricoltura
La tutela dei prodotti di qualità, la promozione della filiera corta e dei mercati agricoli locali è una sfida in cui il Piemonte e l'Italia rappresentano da anni uno dei laboratori più avanzati a livelli internazionale, non solo in termini di capacità di innovazione e di eccellenza ma anche sul piano del coinvolgimento di una vasta platea di imprese e di consumatori nella valorizzazione del patrimonio agroalimentare locale e nella diffusione di abitudini alimentari più sane e sostenibili". Così Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni dell'Unione Europea, nel corso di una conferenza sull'agricoltura locale promossa oggi a Bruxelles dal Commissiario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Dacian Cioloş e dal Commisario per la Salute e la Politica dei consumatori John Dalli, ha sottolineato il ruolo dell'Italia nel confronto in corso tra istituzioni europee e Paesi membri sul potenziamento dei mercati locali nell'ambito della politica agricola comune. "Nel 2010 la Commissione decise, all'ultimo momento, di escludere dal pacchetto legislativo sui prodotti agricoli di qualità le misure a sostegno della vendita diretta sui mercati locali, ora è fondamentale che quegli interventi siano reintrodotti con i testi legislativi in corso di adozione e con i provvedimenti relativi alla fase di programmazione 2014 - 2020" ha sottolineato Bresso. "La presenza di Carlo Petrini in questo confronto con la Commissione assume quindi una grande rilevanza per tutti coloro che in Europa e in Italia stanno puntando sulla qualità. In particolare, l'introduzione di misure di sostegno adeguate potranno davvero aprire nuove prospettive di crescita, nei prossimi anni, per migliaia di imprese, agricoltori, ristoratori piemontesi che hanno investito con coraggio sui valori del territorio". "La nuova Politica Agricola Comune in fase di definizione è un appuntamento fondamentale per il futuro dell'Europa: mettendo a punto strategie a sostegno del ritorno dei giovani alla terra, dell'accorciamento della filiera, dei produttori di piccola scale si può cambiare in meglio l'economia" ha detto Carlo Petrini, presidente di Slow Food. "La nostra associazione è presente in tutti i 27 Paesi dell'UE e siamo impegnati in una campagna di sensibilizzazione dal basso di tutti i Parlamentari europei. Sono felice che questa conferenza veda insieme il Commissario per l'Agricoltura con quello per la Salute e la Politica dei Consumatori, perché dobbiamo smettere di ragionare per categorie, siamo tutti cittadini e l'interesse di produttori e consumatori è comune. E i cittadini di ciascun Paese, di ciascuna Regione europea, devono farsi parte attiva presso la politica locale, perché molto dipende anche dalla volontà degli Stati Membri, non solo dalle decisioni della Commissione".
 
IMPRESE ATTRAZIONE "FATALE" IN REGIONE
Mercoledì 18 Aprile 2012 15:12
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Ceip e assessore strombazzano risultati stellari sull’insediamento di nuove aziende. Ma alla luce dei fatti in un paio d’anni sono solo una quindicina gli imprenditori folgorati da piazza Castello. Nessuno se n'è accorto, ma in Piemonte spuntano come funghi dopo un temporale le aziende che decidono di insediarsi nella nostra regione. Anzi, pullulano come bollicine di champagne su una tavola imbandita a pane e acqua. A dar retta al comunicato con cui Ceipiemonte, il centro per la promozione estera del sistema produttivo - rilanciato con eccessiva enfasi dall’assessore Massimo Giordano – ha presentato i dati relativi al bilancio consuntivo 2011, sarebbero quasi 500 le imprese “attratte” grazie alle azioni di marketing territoriali.  Peccato che, a quanto risulta allo Spiffero, all’atto pratico siano non più di una quindicina le aziende che, dal momento in cui (2006) è stato avviato il “Contratto d’insediamento”, strumento operativo nell’ambito dell’Accordo di programma quadro promosso dalla precedente amministrazione.Nel dettaglio, risulterebbero da giugno 2009 a febbraio 2010,  8 imprese più 3 centri di ricerca, e da marzo 2010 a settembre 2011, 7 imprese e un solo centro di ricerca. Risultati importanti, ma di gran lunga inferiori alle performance strombazzate in queste ore. I maligni sostengono per far salire le cifre siano state incluse nel novero degli “interessati” quanti hanno ritirato la brochure di Ceip alle varie fiere e ai numerosi saloni cui partecipa. Chissà. Per far luce sull’intera questione – e ottenere l’elenco dettagliato delle aziende realmente stabilitesi in Piemonte, l’opposizione di Palazzo Lascaris (primi firmatari Mercedes Bresso, Eleonora Artesio e Davide Gariglio) ha presentato un’interrogazione alla giunta.

pubblicato su www.lospiffero.com

 
PIANO SANITARIO; BRESSO: MONFERINO RINUNCIA A TUTTO, TRANNE AI SEI NUOVI DIRETTORI GENERALI
Martedì 27 Marzo 2012 15:40
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“Molto rumore per nulla, o quasi” con questa sintesi interviene Mercedes Bresso nella discussione che vede impegnato il Consiglio regionale sul nuovo piano sanitario. “Dopo gli annunci – prosegue Bresso – di rivoluzioni copernicane fatte dalla maggioranza, negli ultimi giorni l’assessore alla sanità Monferino ha cambiato molte volte idea: facendo diventare quelli che erano i pilastri della sanità targata Cota, gli stessi che avrebbero reso all’avanguardia il sistema sanitario piemontese, in pezzi del disegno di legge a cui poter rinunciare facilmente”. “Come opposizione – continua - non posso che essere lieta dei passi indietro fatti dalla Giunta sul 118, sull’impegno ad aumentare il fondo per l'assistenza (portarlo a 110,contro i 138 milioni necessari) e sul ruolo di programmazione ridato all’assessorato. Ciò a cui non rinunciano – sottolinea l’ex presidente della Regione – è la costituzione delle sei federazioni sovra zonali con la conseguente nomina di sei nuovi direttori generali. Risulta evidente il motivo di tanta ostinazione dell’assessore – rimarca – imporre una visione di controllo di tipo industriale, attraverso cui agire sul sistema sanitario regionale. Purtroppo si preferisce inserire un nuovo livello amministrativo con un immediato aumento di spesa, senza riuscire ad ottenere quel contenimento dei costi ancora una volta solo dichiarato e mai perseguito nella realtà. Fare un nuovo piano sanitario – conclude Bresso – rinunciando a tutto tranne alla creazione di sei nuove poltrone, mi sembra rappresenti una politica dei costi e non della efficienza”.

 
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