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OMOFOBIA: UN PROBLEMA DI TUTTI
Venerdì 17 Maggio 2013 11:22
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“Esprimo la mia vicinanza a quanti sono stati vittime di intollerabili aggressioni e a quanti subiscono episodi di discriminazione che hanno per oggetto il loro orientamento sessuale". Lo afferma il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un messaggio in occasione della giornata contro l'omofobia. "La denuncia e il contrasto all'omofobia - ha detto il capo dello Stato - devono costituire un impegno fermo e costante non solo per le istituzioni ma per la società tutta".
E intervenendo alla cerimonia il presidente della Camera, Laura Boldirini chiede che siano riconosciute giuridicamente agli  omosessuali "le loro unioni anche in Italia". Purtroppo in Italia dobbiamo ancora ricordare che le aggressioni non sono tollerabili e che i diritti sono ancora da affermare. Secondo un rapporto dell'Unione europea un omosessuale su quattro ha subito violenze o minacce negli ultimi cinque anni. Inoltre i due terzi della comunità di gay, lesbiche, bisessuali e trasgender (la cosiddetta comunità Lgbt) teme ancora di mostrare la propria sessualità in pubblico e la maggior parte di loro si sente discriminata. "Paura, isolamento e discriminazione sono fenomeni quotidiani per la comunità Lgbt in Europa", ha denunciato nella relazione Morte Kjaerum, direttore dell'Agenzia dell'Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA). Il sondaggio, descritto come il più corposo mai realizzato sul tema, ha 'ascoltato' 93mila persone nei 27 stati membri dell'Ue, con l'aggiunta della Croazia, prossimo a unirsi al 'blocco' nel mese di luglio. Oltre un quarto degli intervistati (il 26%) ha riferito di aver subito qualche aggressione, fisica o verbale, negli ultimi 5 anni. E’ un quadro sconcertante e non tollerabile e la lotta contro l’omofobia deve diventare un impegno quotidiano di tutti.

 
SALONE LIBRO TORINO 2013: UN’ALTRA TERRA E’ POSSIBILE?
Giovedì 09 Maggio 2013 11:07
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Mercedes e Paola Bresso, autrici di  ‘Missione Last Flower. Un'altra Terra è possibile?’ (Pintore 2012) e Mario Tozzi, autore di ‘Pianeta Terra: ultimo atto’ (Rizzoli 2012), coordinati da Silvia Rosa Brusin, vice capo redattore di TG Leonardo, discuteranno di ambiente e di futuro ma soprattutto per sottolineare  i danni irreversibili che l’uomo continua a causare negli equilibri del pianeta.
Il dibattito trae spunto dai libri recentemente pubblicati dagli autori: “Missione Last Flower” il romanzo fantaecologico scritto 35 anni fa dalle sorelle Bresso nel quale è stato inserito un saggio che fa il punto sulle promesse mancate, a quarant’anni dalla prima Conferenza internazionale sull’ambiente. Pianeta Terra ultimo atto, invece, del noto divulgatore scientifico Mario Tozzi, racconta la  fine della nostra specie in un futuro più o meno remoto. Eventi naturali come  terremoti ed eruzioni non possono essere evitati, ma a incrementare la loro portata catastrofica sono sempre i nostri errori.
Attraverso il confronto tra due racconti di genere apocalittico, una politica ed economista ambientale, una storica contemporaneista, un geologo ricercatore del CNR e noto divulgatore scientifico televisivo, dibatteranno su un tema da prospettive scientifiche diverse.
L’appuntamento è Salone internazionale del Libro di Torino, 19 maggio 2013 ore 16, al Caffè letterario padiglione 2.

 
INFRASTRUTTURE VERDI: L'UE PER UN FUTURO SOSTENIBILE
Mercoledì 08 Maggio 2013 16:41
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La Commissione europea ha lanciato lo scorso 6 maggio una Strategia per la sviluppo delle infrastrutture verdi, strumenti che mirano a sostituire, quando possibile, le tradizionali soluzioni infrastrutturali con elementi naturali, nel pieno rispetto della sostenibilità ecologica e della tutela dell’ambiente. I benefici di queste infrastrutture non portano soltanto un minore impatto sull’ambiente e sulle risorse naturali, ma rappresentano anche un investimento più lungimirante, durevole e sostenibile per il futuro dei nostri territori. Per questi motivi, le infrastrutture verdi erano state inserite tra le priorità individuate nella Roadmap per l’efficienza energetica e nella Strategia europea per la biodiversità, entrambe del 2011.
Le infrastrutture verdi possono fornire un contributo decisivo al raggiungimento degli obiettivi che l’Unione europea si è posta da qui al 2020 in materia di cambiamenti climatici e sostenibilità energetica, per uno sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo, andando a influenzare positivamente diverse politiche europee. Queste soluzioni verdi e innovative potrebbero rappresentare, infatti, una risposta efficace ed efficiente in settori come la politica regionale, le politiche per il clima e per la gestione dei rischi derivanti dai disastri naturali, per la conservazione e tutela del patrimonio naturale europeo, come anche per le politiche forestali e agricole o per le politiche dell’ambiente.
La Commissione ha quindi individuato diverse azioni concrete:

· promuovere le infrastrutture verdi nelle politiche interessate;
· migliorare la ricerca e la raccolta dei dati, arricchire la base di conoscenze e promuovere le tecnologie innovative a sostegno delle infrastrutture verdi;
· facilitare l'accesso ai finanziamenti per i progetti dedicati a queste iniziative, anche attraverso soluzioni finanziarie innovative in collaborazione con la Banca Europea per gli Investimenti;
· sostenere i progetti di infrastrutture verdi a livello di UE, giungendo entro la fine del 2015 allo sviluppo di una rete di infrastrutture verdi di portata europea.

Per maggiori informazioni:

Infrastrutture verdi

Domande e risposte per i cittadini

 
UE: REGIONI ED ENTI LOCALI CHIEDONO SUBITO IL BILANCIO
Martedì 30 Aprile 2013 16:58
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Il tempo stringe, i cittadini, le imprese e i lavoratori, così come le regioni e gli enti locali, hanno bisogno di poter programmare i propri investimenti futuri e potranno farlo con la necessaria tranquillità solo quando conosceranno i termini della programmazione finanziaria europea.
Queste preoccupazioni sono state espresse durante la Sessione Plenaria del Comitato delle Regioni dell’UE tenutasi lo scorso 15 aprile. Le regioni e gli enti locali hanno chiesto che l’Unione si doti al più presto di un bilancio adeguato, flessibile e orientato alla crescita sostenibile. Anche il Presidente del Parlamento europeo Martin Schulz ha condiviso questo messaggio e ha portato di fronte ai rappresentanti delle istituzioni locali la voce dell’assemblea europea che poche settimane fa ha respinto il testo presentato dagli Stati membri. Durante la Sessione plenaria è emersa la necessità urgente di consentire ai cittadini europei, e in particolar modo ai giovani, di costruire con serenità il proprio futuro. Per questo motivo le esigenze irrinunciabili di consolidamento fiscale dovranno inevitabilmente accompagnarsi a politiche per la crescita che dovranno essere tenute in debita considerazione quando l’accordo sul bilancio sarà ultimato. Proseguono intanto le trattative per giungere a un accordo tra Consiglio e Parlamento europeo su un compromesso che consenta di approvare il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020. La settimana scorsa il Consiglio ha rinnovato il suo impegno a concludere i colloqui con il Parlamento nel più breve tempo possibile. Nella sessione del 22 aprile 2013, il Consiglio ha sostenuto gli sforzi della Presidenza irlandese nella mediazione per un accordo con il Parlamento europeo sul prossimo bilancio entro la fine di giugno.

Per maggiori informazioni:

http://cor.europa.eu/en/news/pr/Pages/cor-schulz-concerns-budget.aspx

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/EN/genaff/136915.pdf 

http://video.consilium.europa.eu/webcast.aspx?ticket=775-979-12800

Foto: http://www.flickr.com/photos/cor-photos/sets/72157633215407377/

 
LE REGIONI UE A SOSTEGNO DELLE POLITICHE INDUSTRIALI
Giovedì 11 Aprile 2013 15:42
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Nel quadro della strategia Europa 2020, la Commissione europea ha recentemente aggiornato la sua Iniziativa prioritaria Una politica industriale per l'era della globalizzazione con una nuova Comunicazione dello scorso ottobre, per sostenere l'industria europea e il suo contributo alla crescita e alla ripresa economica. In questo contesto, il Comitato delle regioni (CdR) ha organizzato ieri una Conferenza sul ruolo decisivo che regioni e città possono giocare nel creare un ambiente favorevole per un’industria europea competitiva e sostenibile. Attraverso il confronto tra rappresentanti delle amministrazioni pubbliche nazionali, regionali e locali, organizzazioni imprenditoriali, oltre che di esperti delle istituzioni europee, l'evento ha permesso di fare il punto sull’attuazione dell'Iniziativa, con particolare attenzione per aspetti relativi alla reindustrializzazione e al tema delle regioni e città intelligenti per la competitività industriale. La cooperazione tra amministrazioni locali europee può essere migliorata attraverso programmi come Interreg e Urbact, per consentire alle nostre regioni e città di individuare il percorso di crescita più funzionale alla situazione locale. Un’industria europea più competitiva, inoltre, passerà inevitabilmente da un aumento della produttività delle nostre imprese, con un utilizzo delle risorse più efficiente e sostenibile, e attraverso la ricerca e l’innovazione. Per ottenere questo risultato servirà un’attenzione particolare alla formazione, anche attraverso l’apprendimento permanente, che permetta a tutti gli attori coinvolti di essere maggiormente preparati alle sfide di un mondo ormai globalizzato. Questo evento fa parte di una serie di conferenze organizzate dal CdR, che dovranno valutare le sette iniziative prioritarie di Europa 2020 dal punto di vista regionale e locale, e si è tenuto un giorno prima della Seduta Plenaria del Comitato durante la quale verrà presentato un Parere sulla Politica industriale europea. 

Per maggiori informazioni: An industrial policy for the globalisation era e Politica industriale dell’Unione europea

Foto: http://www.flickr.com/photos/cor-photos/sets/72157633212370270/

 
ECOLOGIA, ECONOMIA, INNOVAZIONE IN UNA PROSPETTIVA EUROPEA E MULTIDISCIPLARE
Giovedì 11 Aprile 2013 15:25
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C'è poco tempo. L'Europa si è posta per il 2020 l'obiettivo di una riduzione del 20 per cento delle emissioni di gas serra rispetto al 1990 e, nel quadro di un accordo globale, la riduzione potrebbe arrivare al 30 per cento.
Dall'altro capo del mondo Barack Obama  parla di “pianeta in pericolo” e indica l'obiettivo di una riduzione dell'80 per cento delle emissioni Usa per il 2050,  definendo priorità  l'investimento nelle energie verdi. Il mondo sta cambiando ed è necessario  imparare a guardare alle questioni dello sviluppo economico e dei cambiamenti climatici come a un problema  unico. La cura del pianeta non afferisce certo solo alle donne, ma le donne  sembrano naturalmente più portate a trasformare gesti semplici in pensieri forti e a trovare modi per adottare uno stile di vita più responsabile e meno autodistruttivo. Nella ricerca sono capaci e disponibili ad impegnarsi in campi nuovi e spesso considerati marginali, che poi si rivelano fondamentali per il progresso scientifico e umano.
 Lunedì 15 aprile alle ore 16, nell'Aula Magna dell'Orto Botanico (Viale Mattioli 25, Torino), quattro donne (tre docenti e una ex-docente impegnata nelle Istituzioni), si  riuniscono a parlare  di ecologia, economia, innovazione  a  partire dal saggio A che punto è la Terra? di Mercedes Bresso, in Missione Last Flower. Un'altra Terra è possibile” di Mercedes e Paola Bresso, Pintore editore 2012.

Introduce:
Annamaria Poggi, docente di Diritto Costituzionale, Università di Torino, presidente Fondazione per la Scuola Compagnia di San Paolo

Ne discutono:
Paola Bonfante, Docente di Biologia Vegetale applicata all’ambiente,  Università di Torino

Mercedes Bresso, Economista ambientale, già presidente del Comitato delle Regioni dell'Unione Europea

Consolata Siniscalco, Docente di Ecologia vegetale, Università di Torino

 
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