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101.025 GRAZIE!
Lunedì 26 Maggio 2014 15:20
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Che altro dire, se non ringraziare tutti voi che, ancora una volta, avete creduto nel mio progetto. Sono stati giorni intensi, non sempre facili. Oltre 100 comuni visitati, con 12mila km percorsi. 
Una miriade di mercati, strade, piazze, cancelli di fabbriche, con altrettanti cittadini, spesso sostenitori, a volte critici, ma sempre desiderosi di avere un confronto che andasse oltre gli slogan e le formule preconfezionate. A volte l’emozione è stata forte, e non tutti i pronostici erano favorevoli: ma mai ho pensato di sottrarmi a questa sfida. Ancora una volta avete creduto nel mio progetto, premiandolo con un risultato incredibile: 101.025 preferenze, che hanno fatto di me la più votata in Piemonte.
 
UN IMPEGNO CONCRETO PER SVILUPPO E INNOVAZIONE IN PIEMONTE
Giovedì 22 Maggio 2014 20:35
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La ripresa in Europa passa anche attraverso il sostegno all'imprenditorialità e all'innovazione. Negli ultimi quattro anni, purtroppo, il Piemonte è entrato nella lista di quelle regioni tristemente note per aver restituito troppo spesso le risorse che arrivavano dalla Comunità Europea: anche in questo senso, è giunto il momento di cambiare verso.Per questo, un impegno concreto che sento di prendere è quello di destinare una quota di risorse europee regionalizzate a fondi di investimento per la ricerca e lo sviluppo di nuove idee e per il finanziamento delle start up.Un’iniziativa, questa, che prevederà anche una formazione mirata, dove richiesta; e sarà rivolta tanto a chi opera nei settori più dinamici, come la green economy e l’agenda digitale, quanto a chi saprà portare freschezza e innovazione in campi come la sanità, i servizi alla persona e il turismo.  E che darà la possibilità per i soggetti attuatori, in caso di successo delle iniziative intraprese , di riacquistare le quote finanziate con i fondi.

Un progetto che potrà rappresentare un nuovo incentivo per quelle imprese, giovani e meno giovani, che sappiano mettersi sul mercato con delle proposte veramente utili e innovative. Queste persone rappresentano il futuro del Piemonte: cerchiamo concretamente di restituire loro la dignità che meritano.

 
PER UN'EUROPA DI LAVORO E DIRITTI
Mercoledì 21 Maggio 2014 11:32
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A4_Cartolina_BRESSO_x_uso_mail2Il cambiamento che il Partito socialista europeo (PSE) propone per l’Europa passa da una maggiore attenzione ai problemi economici e sociali dei cittadini. L’Europa che oggi abbiamo di fronte è figlia del disastro compiuto negli ultimi anni dai conservatori e dalle destre. Una delle proposte dei socialisti e democratici europei prevede di fissare un salario minimo per i lavoratori nell’Unione europea (UE). Già oggi i cittadini europei possono lavorare liberamente in altri paesi dell'UE, ma è necessario unire a questa libertà anche garanzie e diritti sociali. La mancanza di un coordinamento europeo sui salari minimi determina una competizione tra paesi membri, tra le imprese e tra i lavoratori. Il Partito democratico e il PSE propongono quindi di imporre un salario minimo europeo oltre che per venire incontro ad esigenze di giustizia sociale, anche per contrastare il fenomeno del dumping sociale. Non si tratta, ovviamente, di una cifra che dovrà essere uguale per tutti i paesi, viste le disparità sul costo della vita, ma piuttosto di una misura regolata secondo lo standard di vita in ciascun paese, che sia però in grado di offrire tutele uguali per tutti.

 Il tuo voto al Partito democratico, sarà un voto per garantire condizioni dignitose di vita a tutti i cittadini e avviare un percorso di riduzione delle diseguaglianze.

 Con il PD, anche l’#europacambiaverso - Programma PD elezioni europee - Altro materiale PD per elezioni europee

 

 
BERLUSCONI, MERKEL E LE TRAME DEL 2011: LA VERA VITTIMA FU L'EUROPA (via HuffPost Italia)
Domenica 18 Maggio 2014 12:42
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È online il nuovo articolo di Mercedes Bresso sul suo blog per l'Huffington Post. Potete trovare l'originale a questo indirizzo http://www.huffingtonpost.it/mercedes-bresso/complotto-berlusconi-2011_b_5333901.html?utm_hp_ref=italy

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Sono passati appena due giorni dalle rivelazioni di Timothy Geithner, l'ex ministro del tesoro americano che nel suo libro "Stress Test" ha raccontato come, nell'autunno del 2011,alcuni dirigenti Ue avrebbero cercato una sponda in Barack Obama per disarcionare il governo Berlusconi. Due giorni appena, e già Forza Italia ventila una regia di Napolitano per quello che l'ex Cavaliere si è affrettato a definire come il "quarto colpo di stato" ai suoi danni. Ma, al di là del fatto che si tratta di una ricostruzione che fa a pugni con la realtà, credo che tutta la vicenda andrebbe guardata da un'angolazione differente.

Geithner non è il primo a parlare di manovre atte a chiudere all'angolo il nostro Paese, per dargli un governo più malleabile rispetto ai voleri di Francia e Germania. L'anno scorso c'erano state le rivelazioni di Zapatero sul G-20 di Cannes del 2011; che ora si sommano a un'inchiesta di Pieter Spiegel del Financial Times, che ha ricostruito il clima di tensione in cui si svolse il summit, con Merkel e Sarkozy a far pressione su Obama per un commissariamento dell'Italia. Credo sia difficile, per il momento, farsi un'idea chiara di quanto accadde in quei giorni; specie considerando che, proprio in queste ore, i vertici di Usa e Ue si rimpallano a vicenda l'accusa di aver voluto ingabbiare l'Italia nel giogo del Fmi.

Quel che possiamo fare, invece, è rimettere la faccenda in una prospettiva di politica comunitaria. Ci si dimentica spesso che ogni istituzione, inclusa Bruxelles, è fatta di vertici e maggioranze politiche; e che in quegli anni, come in tutto il periodo della crisi, sono stati i conservatori a dettare la linea. Conservatori come Angela Merkel, che dall'interno del Consiglio europeo ha egemonizzato l'Unione con una scellerata azione a base di sola austerity. Riuscendovi anche grazie all'arrendevolezza della Commissione Barroso, un altro conservatore che fu riconfermato - caso più unico che raro - proprio in virtù di un'evidente volontà di fare da "tappetino" rispetto alla linea impressa dal Consiglio.

Merkel, Sarkozy, Barroso e Berlusconi sono tutti esponenti del PPE, il Partito popolare europeo. E prima di qualsiasi altra cosa, andrebbe ricordato che, mentre queste trame machiavelliche andavano consumandosi, erano loro a governare l'Europa. L'austerity che negli ultimi anni ha soffocato l'Italia e gran parte dell'Unione è un prodotto della politica economica del PPE; e della sua rigida adesione al pensiero economico neoclassico, che predica che in tempi di crisi non possa esistere crescita senza rigore.

Sotto il governo dei conservatori, l'Europa è andata perdendo ogni carattere di unitarietà; per divenire, di fatto, un vago raggruppamento di stati che agiscono ognuno in virtù dei propri interessi. In assenza di una Commissione realmente autonoma e propositiva, le grandi decisioni sono passate attraverso accordi tra stati nazionali in seno al Consiglio europeo. In questo modo è venuto meno il senso stesso del progetto europeo, nato proprio per superare quel perseguimento nazionalistico di interessi particolari che portò il continente al massacro in due guerre mondiali. Ed è questa, in fondo, la causa della crescente sfiducia dei cittadini nei confronti dell'Europa, che in queste elezioni ha lasciato enorme spazio ai movimenti populisti.

In questo quadro, le parole del candidato premier del PPE Jean-Claude Juncker, che qualche giorno fa, in un'intervista al Corriere ventilava un allentamento del patto di stabilità, suonano quasi come un insulto al senso comune. Le urne si avvicinano, certo, e può perfino esser comprensibile che chi ieri (mal)governava oggi cerchi di rifarsi una verginità. Ma laddove una formazione politica fallisce, un'altra deve esser pronta a raccogliere il timone per cambiar rotta. In democrazia le cose si fanno così.

 
UN PROGRAMMA PER L'EUROPA CONCRETO
Venerdì 09 Maggio 2014 13:47
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Il prossimo 25 maggio saremo chiamati a scegliere i nostri rappresentanti al Parlamento europeo. Per la prima volta, potremo anche supportare con il nostro voto l’investitura di un candidato alla Presidenza della Commissione europea. Il Partito democratico si è schierato da tempo al fianco del cambiamento richiesto dal Partito socialista europeo e appoggia la candidatura di Martin Schulz. Siamo europeisti da sempre, ma l’Europa che oggi abbiamo di fronte non è la nostra Europa. È l’Europa delle destre, dei conservatori e dell’austerità. Il Partito democratico si propone come grande forza del cambiamento, così in Italia come in Europa, rivolgendo il suo sguardo verso i lavoratori e gli studenti, le imprese e le famiglie, con più attenzione alle persone e all’economia reale piuttosto che alla finanza e alle banche. Abbiamo già lottato in Europa in questi anni per bloccare le politiche di austerità, abbiamo ottenuto la Garanzia giovani, la tassa sulle transizione finanziarie, una regolamentazione più stretta dei mercati finanziari, ma il lavoro da fare è ancora molto. Il Partito democratico ha presentato il proprio programma per le elezioni europee. Affinché l’Europa cambi verso, ogni voto sarà decisivo, anche il tuo.

Con il PD, anche l’#europacambiaverso

Leggi le nostre proposte sul sito del Partito democratico:

Programma PD elezioni europee

Altro materiale PD per elezioni europee

 
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