10 anni di non Costituzione europea

costituzione europeaEsattamente 10 anni fa, il 29 ottobre 2004, a Roma venne firmata la Costituzione europea. Secondo le premesse e le intenzioni si sarebbe dovuto trattare di un documento storico, un passo in avanti nel processo di creazione dell’Unione europea. Il documento però non vide mai veramente la luce, per le forti opposizioni della Francia e dei Paesi Bassi.

I lavori che portarono alla stesura della Costituzione furono lunghi e peraltro si svolsero, forse per la prima volta, con la piena accessibilità delle informazioni da parte dei cittadini, che potevano seguire su internet gli avanzamenti dei lavori.

Vennero interpellati diversi gruppi non governativi come gruppi no profit e religiosi e si ebbero i contributi anche di cittadini comuni che davano suggerimenti attraverso un forum.

Sono profondamente convinta del fatto che la mancata adozione della Costituzione europea si stata un’occasione persa per l’Unione europea, perchè avrebbe portato ad un passo avanti nella costituzione degli Stati uniti d’Europa.

La nascita e lo sviluppo di una nuova organizzazione ha infatti bisogno anche di testi che ne sanciscano i pilastri.

La Costituzione europea non divenne esecutiva perchè i cittadini di Francia e Paesi Bassi ebbero paura che i loro Stati perdessero parte della loro sovranità e quindi si opposero tramite un referendum.

Un passo in avanti si è fatto nel 2007 con la firma del Trattato di Lisbona, che ha recepito buona parte degli elementi essenziali della Costituzione, ma che ha delle potenzialità non ancora pienamente sfruttate.

Dieci anni dopo la firma della Costituzione europea, con una presenza al Parlamento dei gruppi euroscettici, con un’influenza sempre maggiore sulle nostre vite di decisioni prese nell’Ue, con la crisi economica, ma forti di un parlamento politico che si regge su una larga maggioranza trasversale che garantisce stabilità, non possiamo dimenticare i valori che erano espressi nella Carta costituzionale europea e soprattutto il grande lavoro di condivisione che ha portato alla sua nascita e proprio da lì dobbiamo ripartire.

Proprio per questo motivo, nella commissione Affari Costituzionali (AFCO) del Parlamento europeo, dove sono coordinatore del gruppo S&D, sarò correlatore di un rapporto su come implementare i trattati, ad esempio nei campi della politica estera, di difesa e sicurezza, della politica economica, dei diritti di cittadinanza europea, delle politiche sociali. Poi su tutto ciò che non è fattibile a trattati invariati, si potrà intervenire con opportune proposte di modifica.