IL SISTEMA ANTIFRODE ITALIANO INDIVIDUA 302 CASI DI IRREGOLARITA’ AI DANNI DEL BILANCIO UE.

IL SISTEMA ANTIFRODE ITALIANO INDIVIDUA 302 CASI DI IRREGOLARITA’ AI DANNI DEL BILANCIO UE.

E’ quanto rilevato dalla Relazione annuale della Commissione sulla tutela degli interessi finanziari dell’Unione Europea, che ha individuato complessivamente, per l’anno 2013, ben 945 casi di frodi rilevate dalle autorità nazionali.

In Italia, le irregolarità censite sono state 302, il numero più alto tra tutti i paesi europei.

Tale risultato deriva in parte dal rafforzamento delle misure volte ad individuare le irregolarità in una fase precoce, che ha ridotto l’importo complessivo dei fondi interessati, dall’altro da una migliore segnalazione delle irregolarità da parte dei diversi Stati membri.

Le maggiori irregolarità, dopo l’Italia, sono state individuate in Romania (109 frodi), in Bulgaria (97), in Danimarca (66). Alcuni paesi presentano cifre irrisorie, come la Francia (16), la Spagna (12), la Svezia (2). E’ opportuno tuttavia considerare il rapporto tra il numero di irregolarità rilevato con l’ammontare dei fondi coinvolti: l’Italia, ad esempio, ha attivato oltre 68 milioni di euro, la Svezia solo 32.000,00 euro.

E’ rilevante sottolineare che, nel complesso, le frodi individuate nella spesa dell’UE rappresentano meno dello 0,2% di tutti i fondi, e risultano sensibilmente diminuite rispetto al 2012.

Il Commissario per la fiscalità e l’unione doganale Algirdas Semeta, invita gli Stati membri ad “Intervenire con maggiore efficacia, intensificando gli sforzi volti a prevenire, individuare e perseguire le frodi ai danni del bilancio dell’Unione. Le nuove norme, le iniziative ed i quadri rigorosi e ambizioni che abbiamo proposto evidenziano chiaramente il nostro impegno a salvaguardare il denaro dei cittadini dalle frodi”.

Controlli più mirati quindi, e basati sull’analisi dei rischi, si prospettano per il nuovo periodo di programmazione 2015-2020, mediante una vigilanza attenta e sempre più rigorosa, attivando azioni concrete di rafforzamento dei controlli, recupero delle somme e monitoraggio dei risultati.

Gli effetti negativi delle frodi, ricorda ancora la Relazione, si traducono in una mancata realizzazione degli obiettivi di crescita e occupazione, nella perdita finanziaria per lo Stato membro in caso di mancato recupero e nell’alimentazione dei flussi dell’economia illegale.

Il testo della relazione è consultabile all’indirizzo:

http://ec.europa.eu/anti_fraud/about-us/reports/communities-reports/index_en.htm

Lorenzo Muller