Più Europa non meno Europa

Logo-presidenza Riportare fiducia e speranza nelle istituzioni europee. Era con questo appello rivolto ai parlamentari europei, che Matteo Renzi aveva aperto il suo discorso di avvio del semestre di Presidenza europea. Una sfida difficile, che dobbiamo continuare a portare avanti, soprattutto adesso che, oltre alla crisi economica e politica, si è aggiunta la sfida al terrorismo che, colpendo i nostri amici francesi, ha colpito tutti noi europei.

Ieri, per la chiusura del suo semestre Renzi ha chiaramente detto che la paura non può far prevalere sentimenti populisti e la demagogia della paura.

Il Presidente del Consiglio ha ricordato che tra i risultati che non è riuscito a portare a casa c’è la difesa del “made in” (ma questo non significa che i parlamentari italiani non continueranno a lavorare per la tutela).

Credo sia fondamentalle un passaggio di Renzi “Dobbiamo essere guida di questo cambiamento. Lo saremo se faremo dell’Europa una superpotenza, non economica, ma contro la demagogia della paura” che “vorrebbe rinchiuderci in una fortezza” . Il semestre italiano si è concluso, ma questi sei mesi erano solo il punto di partenza per una nuova politica europea. Credo che questo appena concluso sia stato un semestre importante, non dimentichiamoci che grazie a questa presidenza, come ha ricordato Juncker si è riusciti in tempi stretti ad ottenere l’accordo per il bilancio 204-2015 e non è poca cosa, i risultati sono stati essenzialmente politici, essendo un semestre di rinnovo del parlamento. L’elezione del presidente della commissione con un ruolo molto più forte del parlamento , il piano di investimenti che rompe con l’Europa dell’austerity, e il documento che sarà approvato oggi pomeriggio dalla Commissione sulla separazione fra spese correnti e di investimenti che consentirà in certi casi di non computare gli investimenti ai fini del patto di stabilità. A ciò si aggiunge l’approvazione della strategia macro regionale Adriatico Ionica e l’avvio di quella Alpina, la firma dell’accordo di Associazione con l’Ucraina, il rilancio di una politica di sicurezza comune dell’Europa. Se c’è un rimpianto è di finire oggi quando avremmo potuto rilanciare una proposta di vera Unione della difesa, della sicurezza e della politica estera, anche a partire dall’emozione e il sussulto di orgoglio europeo suscitato dagli attentati di Parigi.