Cultura e innovazione come motore di sviluppo

bresso Lunedì 11 maggio, presso la Sala Viglione del Consiglio regionale del Piemonte si è tenuto il convegno dal titolo “L’Europa e il Piemonte per la cultura. L’innovazione come motore di sviluppo”, a cui hanno partecipato anche Davide Gariglio, Presidente Gruppo PD del Consiglio regionale del Piemonte, Giuseppina De Santis, Assessore Innovazione della regione Piemonte, Antonella Parigi, Assessore alla Cultura della Regione Piemonte, Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura al Parlamento europeo, Erminia Sciacchitano, Policy Officer alla Commissione europea nella DG Educazione Cultura, Luca Mattiotti del Segretariato della Commissione Sviluppo regionale al Parlamento europeo, Fabio Donato Rappresentante nazionale in Horizon 2020, Cristina Loglio, Presidente del Tavolo Mibact – Europa Creativa, Alessandro Allemandi, Sergio Ariotti, Irene Calderoni, Sarah Cosulich Canarutto, Massimo Lapucci, Beppe Navello, Germano Paini, Raffaella Ronchetta, Giorgia Turchetto, Daniele Valle, Walter Vergnano e Paola Zini.

Ho organizzato questo convegno insieme alla mia collega Silvia Costa, Presidente della Commissione Cultura al Parlamento europeo, perché troppo spesso in Italia la cultura non è considerata un settore economico a pieno titolo e quindi spesso non ha accesso ai Fondi strutturali, che sono pensati per creare innovazione, finanziare attività innovative e quindi rilanciare, in particolare in questo momento, lo sviluppo. Molto spesso i fondi strutturali sono utilizzati per il restauro del patrimonio, che è sicuramente un’importante funzione (in Piemonte la Venaria è un esempio di come un’attività di restauro possa poi produrre anche molte attività culturali importanti), ma non è certamente l’unica possibilità.

Il settore culturale rappresenta in Europa oltre il 4 % del Pil e la stessa percentuale di occupazione, a cui si deve aggiungere una attività di indotto molto rilevante, basti pensare al settore turistico ma non solo. Una delle caratteristiche più importanti del settore culturale è che produce un valore aggiunto per le città e i territori proprio rispetto al tema dell’innovazione. Le città e i territori innovativi sono per prima cosa città dove c’è una vivace vita culturale. Torino credo sia un esempio di ciò, ma l’esempio più evidente in questo momento in Europa è Berlino, la cui rinascita non è solo una rinascita economica, ma prima di tutto una rinascita culturale che ne fa una città attrattiva, dove le forze vive della nostra Europa tendono ad andare per trarre ispirazione.

Noi, aiutandoci anche con le possibilità che l’Europa ci offre, dobbiamo fare della cultura un settore trainante per la ripresa. Per la prima volta in Europa è stato introdotto il tema dell’innovazione culturale come uno temi finanziabili sulle politiche per l’innovazione. L’Europa ha poche competenze formali in ambito culturale, ma lavora molto al coordinamento, allo scambio di esperienze, alla costruzione di progetti comuni fra Regioni e Città, meglio se di Paesi diversi e quindi sviluppa una serie di attività che sono di coordinamento e di supporto a quelli degli Stati, che hanno e conservano la competenza principale.

Il taglio delle risorse non può comportare la distruzione di tutto un enorme lavoro che in questi anni è stato fatto, in particolare nella Regione Piemonte. Bisogna fare però un appello ai responsabili del settore della cultura: sfruttate tutte le possibilità, andate oltre le frontiere, importate ed esportate idee e create progetti comuni con i tanti che in Europa stanno lavorando a fare dell’Europa un continente per il futuro e non solo che guarda al passato.

La cultura non è solo una cumulazione di conoscenza, ma è anche una somma di esperienze che ci aiutano a comprendere il passato, ad agire bene nel presente e ad orientarci per l’avvenire. Per questo penso che la cultura debba essere un settore trainante per il nostro futuro.