La Grecia, le elezioni e la UE

grecia-voto-1024x697-599x275 Poco dopo la vittoria di Alexis Tsipras è ovvio che il premier greco ha vinto la sua scommessa e ha sbaragliato per prima cosa gli avversari interni.Con il 35% dei voti (a gennaio aveva il 36,4%) Syriza, il primo partito greco si trova a dover governare un Paese che ha bisogno di una Governo stabile, deciso, che agisca in fretta per il bene dei suoi cittadini, continuando il processo di riforme avviato negli scorsi mesi e che si è bruscamente interrotto a causa delle dimissioni anticipate di Tsipras. E certo andare alle urne per ben tre volte in otto mesi non ha giovato alla stabilità economica del Paese.

E’ stato premiato il nuovo Tsipras, riformista e pro europeo. Dopo molta agitazione è chiaro ormai che la battaglia per cambiare il destino dei Paesi europei va fatta dentro l’UE e in dialogo con le forze progressiste europee.

I rimpalli delle colpe sulla bancarotta della Grecia si sono susseguiti come una partita di tennis, ma ora non c’è più tempo da perdere. Emergenza rifugiati e ripresa del Paese sono le parole chiave su cui dovrà vertere la politica del Tsipras 2, che poi sono le stesse sfide dell’Italia e di molti Paesi dell’Unione, sfide dure che vanno affrontate con serietà e con l’aiuto di tutta l’Unione Europea.