Interrogazione al Parlamento europeo su malati per colpa del Talidomide

Mercedes Bresso Ho presentato al Parlamento europeo un’interrogazione sui malati per colpa del Talidomide. Ora è arrivata la risposta della Commissione che riferisce che sono stati effettuati due studi (uno nel 2012, l’altro nel 2013) che forniscono un quadro su questa tragedia che ha coinvolto fin troppi cittadini europei, che meritano giustizia.

Di seguito il testo integrale della mia interrogazione e della risposta della Commissione.

INTERROGAZIONE:

 

In Europa, le drammatiche conseguenze della somministrazione a donne in stato di gravidanza di farmaci a base di Talidomide colpiscono ancora molte persone e, nonostante i numeri ridotti in rapporto alla popolazione, rappresentano un serio problema, poiché i malati presentano condizioni di salute che talvolta richiedono un’assistenza continuata e costante, presentando una gamma di difetti congeniti senza precedenti, tra i quali focomelia, amelie, anomalie agli arti superiori e inferiori, nonché danni a orecchie, occhi, organi interni e genitali.

Considerando le responsabilità e le mancanze delle autorità pubbliche durante il periodo di somministrazione, nonché le responsabilità dell’UE in materia di salute pubblica, può la Commissione far sapere se ritiene opportuno lanciare un piano europeo per il censimento delle persone colpite da patologie correlate alla somministrazione di farmaci a base di Talidomide?

La Commissione ritiene altresì opportuno avviare iniziative di supporto e assistenza a tali persone e, se del caso, in quali forme?

 

RISPOSTA DELLA COMMISSIONE:

IT

E-008509/2015

Risposta di Vytenis Andriukaitis

a nome della Commissione

(9.11.2015)

 

La Commissione è a conoscenza di due studi recenti che fanno un quadro dell’attuale situazione e del futuro fabbisogno di cure delle donne e degli uomini vittime del talidomide. Tali studi sono stati commissionati dalla Contergan Stiftung tedesca e sono pubblicamente consultabili.

Il primo studio del 2012 fa un quadro delle indennità e dei diritti assicurati ai sopravvissuti del talidomide in 21 paesi[1]. Il secondo studio del 2013 realizzato dall’Università di Heidelberg è imperniato sui bisogni specifici e sulle carenze di assistenza dei sopravvissuti al talidomide[2];

A settembre il Commissario Andriukaitis, responsabile per la Salute, ha informato alcuni governi nazionali, per sensibilizzarli alla problematica, del suo incontro con rappresentanti dei sopravvissuti. Per quanto concerne le iniziative realizzate in precedenza la Commissione rinvia alle risposte alle interrogazioni E-006141/2015 ed E-010259/2015[3].

[1]          https://www.conterganstiftung.de/fileadmin/de.conterganstiftung/content.de/Downloads/Aktuelles/Archiv/allgemeine_Informationen/Studie_Leistungen_Ansprueche_thalidomidgeschaedigter_Menschen-2.pdf.

[2]          https://www.conterganstiftung.de/fileadmin/de.conterganstiftung/content.de/Downloads/Die_Stiftung/Forschungsbeirat/Kurzfassung_Endbericht/Kurzfassung_Endbericht_englisch.pdf

[3]     http://www.europarl.europa.eu/plenary/it/parliamentary-questions.html

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