Schengen, esercito comune europeo e ponti levatoi

bandiera ueSchengen è un passaggio importante del processo di integrazione europeo. Peraltro chiudere le frontiere a prescindere non serve assolutamente a niente; Schengen già prevede che in caso di necessità – che può essere un attacco terroristico o altre ragioni – sia possibile fermare temporaneamente la libera circolazione nelle frontiere proprio per poter effettuare dei controlli. Ma le notizie degli ultimi giorni ci confermano che i terroristi si muovono tranquillamente attraverso le frontiere e lo hanno dimostrato.

Il tema centrale è però un altro: dobbiamo garantire in diversi modi la sicurezza dell’Unione europea e non è tornando ai ponti levatoi che ciò può avvenire.

Da federalista convinta io ritengo che sia auspicabile e necessario un esercito comune europeo. Ormai dobbiamo parlare di difesa comune, ma anche di politica comune di sicurezza, perché sono due facce della stessa medaglia. Credo che l’Europa debba restare un continente che promuove la pace e certamente non la guerra, ma che sia necessario dotarsi di più forza. Questo anche perché gli Stati Uniti ci hanno detto chiaramente che non vogliono provvedere all’infinito alla difesa degli Europei.

Oggi gli eserciti europei sono inefficaci e costosi: iniziamo a mettere insieme la ricerca e l’innovazione. Abbiamo bisogno di una guardia di frontiera comune, ma dobbiamo andare verso un esercito comune europeo.

Un tema legato alla sicurezza è quello delle nuove tecnologie. Queste richiedono nuove regole, ma le nuove regole non sono mai semplici da istituire. Noi dobbiamo garantire il rispetto dei nostri valori, quello del diritto alla privacy, della non interferenza del pubblico e del privato nel nostro personale.

Con tutte le difficoltà del caso dobbiamo mantenere la barra ferma su queste questioni.