Migliorare il funzionamento dell’Unione europea sfruttando le potenzialità del Trattato di Lisbona si può

download (3)Il Futuro dell’Eurozona e dell’Unione Europea – Verso un’Unione Fiscale, Economica e Politica“. È questo il tema del convegno al quale parteciperò sabato 28 novembre presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Un momento di confronto al quale parteciperanno anche Paolo Gentiloni, Ministro per gli Affari Esteri; Elmar Brok, Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento Europeo; Pierferdinando Casini, Presidente della Commissione Affari Esteri del Senato della Repubblica; Sandro Gozi, Sotto Segretario di Stato per le Politiche e gli Affari Europei; Enzo Moavero Milanesi, Direttore della School of Law dell’Universitá LUISS University; Lia Quartapelle, Segretario della Commissione Affari Esteri ed Europei della Camera dei Deputati; Antonio TAJANI, Vice Presidente del Parlamento Europeo.

Migliorare il funzionamento dell’Unione europea sfruttando le potenzialità del Trattato di Lisbona si può. Lo scopo del Rapporto Bresso-Brok che avrò modo di presentare durante il convegno è proprio questo: mettere in evidenza come il trattato di Lisbona contenga in sé un enorme potenziale che permette all’unione europea di andare avanti nel proprio processo di integrazione per affrontare le sfide che abbiamo di fronte, superando complessità e tempi richiesti da una modifica dei trattati.

La crisi dei rifugiati, la lotta contro il terrorismo, la globalizzazione economica, il cambiamento climatico, la debolezza dell’unione economica e monetaria nel contesto della crisi internazionale la mancanza di competitività e le sue conseguenze sociali in molti Stati membri, la necessità di rinforzare il mercato interno per esempio nel settore dei servizi e in quello del digitale sono solo alcune delle priorità che dovremo necessariamente affrontare.

Con il Rapporto Bresso-Brok cerchiamo di individuare le potenziali criticità dell’Unione Europea in ambito economico; di politica Esterna, Sicurezza e Difesa; nell’assetto Istituzionale; nel ruolo dei Parlamenti nazionali. Ovviamente abbiamo anche fornito un’analisi completa di quelle che potrebbero essere le azioni da adottare per migliorare il funzionamento dell’Unione partendo dalle potenzialità del Trattato di Lisbona.

PUNTI PRINCIPALI DEL RAPPORTO Bresso Brok

Il futuro dell’Eurozona e dell’Unione Europea passa necessariamente anche da una salvaguardia della sua dimensione economica. Per fare questo sono necessarie alcune azioni: continuare il percorso di riforma intrapreso con l’adozione di misure come Six pack, Two Pack e Fiscal Compact; completare l’Unione Economica e Monetaria e rendere le sue procedure più trasparenti e democratiche tramite una maggiore e più incisiva partecipazione del Parlamento Europeo; prevedere l’Introduzione del Meccanismo europeo di stabilità nel sistema istituzionale dell’Unione. Dobbiamo pensare a una previsione di capacità di bilancio della Zona Euro che la doti della possibilità di intervenire direttamente nell’economia per prevenire e risolvere situazioni di crisi. Infine dobbiamo salvaguardare, rafforzare e completare il mercato unico. E per fare questo è necessario completare l’Unione bancaria e istituire un’Unione dei mercati dei capitali.

L’Unione europea non deve essere solo un progetto economico ma anche un progetto sociale. Per preservare e rafforzare la dimensione sociale del progetto europeo è necessario garantire i diritti dei lavoratori, da quello alla mobilità, passando per quelli sociali, fino all’idea di un salario minimo deciso dai singoli Stati membri.

Uno sguardo è necessariamente da volgere alle politiche di Azione Esterna, Sicurezza e Difesa. Le sfide geostrategiche degli ultimi anni e gli eventi degli ultimi giorni dimostrano come sia sempre più impellente il bisogno di sviluppare una politica estera, di sicurezza e di difesa comune.  Sono innumerevoli ed innegabili i vantaggi che otterremmo se l’UE parlasse con una sola voce e agisse con un solo braccio. Ne guadagneremmo sia in termini di riduzione delle inefficienze che in efficacia della nostra azione. Non possiamo pensare di affrontare le sfide presenti e future come singoli Stati. La crisi migratoria, l’entropia tipica di un sistema multipolare, la minaccia terroristica sono tutti fenomeni che possono essere affrontati solo a livello europeo. Come fare questo? Attraverso la trasformazione di Frontex in un corpo europeo di guardie di frontiera che controllino quelle esterne dell’Unione, l’istituzione di un comando militare operativo permanente e la creazione di una cooperazione strutturata permanente (PESCO) tra quegli Stati che volessero cooperare in maniera più stretta nel settore della difesa sono tutte misure che migliorerebbero molto l’efficienza dell’azione europea.

Infine l’assetto Istituzionale. La crisi economica ha, per una serie molto eterogenea di motivi, reso il Consiglio europeo, il vero organo decisionale dell’Unione tentando di espandere il proprio ruolo nel processo legislativo adottando decisioni in materia di disposizioni di natura legislativa. Tutto ciò è escluso in maniera esplicita dai Trattati. Il Consiglio è l’istituzione meno conosciuta e trasparente dell’Unione Europea. La nostra proposta è di trasformare il Consiglio in una sorta di Senato. Contemporaneamente occorre rafforzare il ruolo del Parlamento europeo che è l’unica istituzione europea dotata di investitura democratica diretta. Esso potrebbe svolgere un maggior ruolo di controllo sul lavoro del Consiglio europeo e del Consiglio. Per aumentare la legittimità democratica del Parlamento sarebbe certamente utile prevedere una legge elettorale europea che uniformi le procedure per le elezioni europee in tutti gli Stati membri.

Infine il ruolo dei Parlamenti nazionali. La procedura del Cartellino Giallo è stata attivata solo due volte e quella del Cartellino Arancio nemmeno una. Alla luce di ciò risulta evidente come il ruolo dei Parlamenti nazionali vada ripensato, sostanzialmente passando da un loro ruolo negativo, di cani da guardia della sussidiarietà a un ruolo propositivo. Questo è uno dei punti su cui il governo britannico intende discutere nel quadro dei negoziati sulla Brexit. Sono contraria al cartellino rosso che rafforzerebbe il potere di veto già attribuito in seno al Consiglio; penso invece che si potrebbe ragionare su un sistema di cartellino verde informale, basato sulla logica della cooperazione istituzionale e politica.