I cambiamenti climatici impongono di ripensare il modello di turismo montano

briksdal-858340_960_720È arrivato il momento di ripensare il modello economico legato alla montagna. I cambiamenti climatici di cui si è anche parlato a Parigi durante la Conferenza internazionale sul Clima ci obbligano a studiare nuove strade da percorrere per incentivare il turismo alpino.

Una considerazione che nasce a ridosso del ponte dell’Immacolata che ha visto numerosi turisti approfittare della festività per affacciarsi sulle montagne piemontesi e inaugurare la stagione sciistica. Da diversi anni le temperature elevate bloccano quelle che sarebbero le naturali nevicate costringendo i gestori degli impianti a riempire le piste di neve artificiale. Non è però solo un problema di neve perché le temperature elevate sono un pericolo anche per gli appassionati di roccia. Per questi motivi è necessario pensare anche a nuove vie per il turismo di montagna.

Venerdì 18 dicembre a Torino si parlerà di strategia macroregionale alpina durante il convegno Eusalp – Regione unica al centro dell’Europa“. Recentemente sono stata nominata relatrice per il Parlamento europeo per la strategia macroregionale alpina, si tratta di un’occasione importante per lo sviluppo del nostro territorio. Durante il convegno parleremo di coesione, di politiche comunitarie per la montagna e per le zone interne, di opportunità di sviluppo sociale ed economico nelle Alpi, di organizzazione dei servizi e della riduzione del divario digitale, delle necessarie interazioni tra aree urbane e Terre Alte.

La strategia macroregionale alpina è la quarta strategia macroregionale dell’Unione Europea e coinvolge oltre 70 milioni di cittadini. Il modello prevede una cooperazione più stretta tra regioni e paesi in materia di ricerca e innovazione, sostegno alle PMI, mobilità, turismo, tutela ambientale e gestione delle risorse energetiche. I Paesi coinvolti sono Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia, più due paesi terzi quali il  Liechtenstein e la Svizzera. Le Regioni italiane coinvolte sono sette:  Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia.