Salvare il trattato di Schengen in tre mosse

chainlink-690503_960_720Quarantotto ore per decidere il futuro dell’Unione Europea: il 18 e 19 di febbraio la Commissione Europea sarà chiamata a decidere in merito alla richiesta da parte dei ministri dell’Interno e della Giustizia europei di preparare un progetto per l’applicazione dell’articolo 26 del trattato di Schengen.

Cosa dice l’articolo 26 del trattato di Schengen? La norma prevede la possibilità di sospendere il trattato che consente la libera circolazione delle persone e di reintrodurre i controlli alle frontiere per un periodo prorogabile massimo fino a due anni. Attualmente al trattato di Schengen aderiscono 26 Paesi di cui 22 dell’Unione Europea più 4 esterni che sono Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

Sul quotidiano La Repubblica di oggi viene offerta anche una interessante fotografia sul costo che avrebbe l’abbandono di Schengen che viene quantificato in 100 miliardi l’anno. La stima è stata messa a punto da France Strategie: se venissero ripristinati i controlli alle frontiere nel tempo “gli scambi commerciali all’interno dell’Unione calerebbero del 10-20%, un danno pari all’imposizione di una tassa del 3% su tutti i beni trasportati. Mandando in fumo – al netto dei mancati investimenti esteri – lo 0,8% del Pil continentale. Percentuale pari a 28 miliardi per la Germania, 13 per l’Italia, 10 per la Spagna e 6 per l’Olanda”.

Sospendere il trattato che consente la libera circolazione in Europa non è la soluzione. Gli Stati europei devono avere coraggio, cuore, ma anche razionalità per affrontare con serietà il tema della diseguaglianza sociale che produce conflitti. La maggior parte dei terroristi sono cittadini o già residenti nell’UE; per fermare i terroristi occorre conoscerli e quindi coordinare le intelligence dei paesi UE. Inoltre i dati dicono che il 60% dei radicalizzati non viene da famiglie musulmane. Dobbiamo superare l’impatto emotivo e oltrepassare l’illusione della sicurezza assoluta. Sul versante dell’Immigrazione io credo che gli Stati debbano accettare una qualche cessione della propria sovranità sulle frontiere per cederla a una supervisione europea e penso che siano tre gli strumenti da adottare per risolvere il problema salvando Schengen: istituire una guardia di frontiera europea comune; adottare un diritto di asilo europeo ottenibile esclusivamente dopo un’identificazione e sui confini dell’UE; aiutare gli Stati che hanno un flusso maggiore da controllare.

85dffb7e-f485-4f72-850b-0fafb8d8edcf Cartina tratta da Internazionale