A cosa serve il 112, il numero unico di emergenza europeo? Solo il 5% degli italiani lo conosce

112-numero-unico043 Si tiene oggi la Giornata europea del 112, il numero unico di emergenza dell’Unione Europea. Soltanto il 5% degli italiani conosce questo strumento, un dato che cresce al 27% se si considera l’intera popolazione europea. Troppo poco per uno strumento importantissimo per chi si trova spesso all’estero. Per questo è fondamentale informare la popolazione a riguardo.  

Dal 2004 l’Unione Europea ha deciso che entro il 2008 tutti i paesi membri avrebbero dovuto dotarsi del 112 in modo da smistare rapidamente le richieste di intervento dei cittadini europei agli agenti più vicini o ai reparti specializzati. Questo per garantire la sicurezza, soprattutto per chi viaggia.

Su questo tema ho anche sollecitato la Commissione Europea chiedendo spiegazioni su quali fossero gli strumenti immaginati utili a superare le barriere linguistiche del servizio telefonico di emergenza; in che modo si intendesse garantire a tutti i cittadini europei l’accesso al servizio nel minor tempo possibile; quali Stati membri avessero già adempiuto alle normative europee. Sono stata confortata sul fatto che sempre più spesso gli operatori del 112 sono in grado di rispondere alle richieste dei cittadini anche in diverse lingue dell’Unione Europea questo per venire incontro ai tanti viaggiatori.

La situazione europea a riguardo però rimane frammentaria perché è vero che tutti gli Stati membri rispettano l’obbligo di garantire l’accesso al 112 nel loro territorio, ma è anche vero che il 112 è il numero unico di emergenza solamente in Danimarca, Finlandia, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Romania e Svezia. Una situazione che non rende uniforme il sistema di emergenza europeo