Pagamento delle accise sui beni di consumo, la Commissione valuterà lo sportello unico

bandiera ue La Commissione Europea presenterà proposte legislative utili a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese dovuti ai diversi regimi dell’IVA. Così Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, ha risposto all’interrogazione presentata dal gruppo S&D al Parlamento Europeo con la quale venivano messe in evidenza le problematiche che il sistema di pagamento delle accise sui beni di consumo produce ai viticoltori durante le operazioni commerciali.

È stabilito dalla direttiva 2008/118/CE che le accise sui beni di consumo prodotti in uno Stato e venduti in un altro debbano essere pagate alle autorità dello Stato di destinazione. Se dunque un produttore italiano commercerà con la Francia dovrà pagare le accise ai francesi, questo potrà farlo tramite un rappresentante fiscale, una vera e propria spesa per il commerciante.

È evidente che tutto ciò si ripercuote negativamente su piccoli commercianti come per esempio i viticoltori che sia producono, sia vendono; e non riescono a coprire la spesa di un rappresentante fiscale mediante l’aumento della produzione.

Una delle proposte alternative al rappresentante fiscale, che i produttori vitivinicoli ritengono troppo oneroso, potrebbe essere quella di pagare le accise nel paese in cui il commerciante ha la propria sede tramite uno “sportello unico”. Una strada che sarà perlustrata anche dalla Commissione. Sempre Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici e monetari, rispondendo all’interrogazione del gruppo S&D ha riferito che per ridurre gli oneri amministrativi si potrebbe valutare la possibilità di estensione del regime dello sportello unico per le vendite a distanza come previsto dalla strategia per il mercato unico digitale in Europa, ma prima si dovranno fare ulteriori approfondimenti.