I cinquestelle come lo scorpione che punse la rana

scorpion-931561_960_720Tutti, almeno una volta nella vita, hanno sentito la favola della rana e dello scorpione. Uno scorpione chiede a una rana di trasportarlo sulla schiena per poter attraversare un fiume, ma questa avendo paura per la sua vita rifiuta. Lo scorpione riesce a convincerla spiegandole che non avrebbe senso pungerla perché dato che non è in grado di nuotare morirebbe insieme a lei. La rana carica quindi lo scorpione sul suo dorso, ma in mezzo al fiume viene punta. Quando la rana moribonda chiede allo scorpione il perché del suo gesto, questi le risponde: “È la mia natura”.

Nei giorni scorsi ho ripensato più volte a questa favola leggendo del comportamento degli esponenti del Movimento cinque stelle in merito al ddl sulle Unioni civili. Se nelle scorse settimane  erano in prima linea a favore delle Unioni civili, pur di non darla vinta al PD hanno annunciato che avrebbero votato no all’emendamento “canguro”, ovvero l’emendamento proposto dal Pd, che avrebbe eliminato in un solo colpo gli oltre 500 emendamenti al ddl sulle Unioni Civili, perché questa è la loro natura. Una natura che li porta non a costruire ma a distruggere, ad opporsi e non a dialogare, ad essere contro tutto e tutti a prescindere.

Ma ad affondare è stato veramente il PD? No, sono state tutte quelle persone che da troppo tempo non vedono riconosciuti in Italia i loro diritti e che nelle scorse settimane hanno tanto sperato. Sono tutti quei cittadini, di qualunque orientamento sessuale, che speravano di vivere in un Paese moderno. Sulla vita e i diritti delle persone non si fanno dispettucci da asilo per non darla vinta ad un altro Partito (o ad un’altra corrente del proprio partito), ma si vota con coraggio ed orgoglio.

C’è chi è e continuerà ad essere (temo) contro tutto e tutti a prescindere. Io preferisco essere a favore dei diritti e della libertà degli individui.