Un’Agenda europea per lo sviluppo dei territori montani e rurali

Quali investimenti l’Unione Europea deve incentivare per lo sviluppo delle regioni montane? È questo il tema del quale abbiamo discusso lunedì a Strasburgo durante la seduta plenaria del Parlamento Europeo. Nello specifico abbiamo cercato di comprendere quali politiche di coesione potrebbero risultare utili per lo sviluppo territoriale delle zone montane.

La politica di coesione serve a favorire la crescita economica grazie a investimenti strategici mirati sulle regioni meno sviluppate. Sono quattro gli ambiti di intervento sui quali si concentrano i finanziamenti: ricerca e innovazione; tecnologie dell’informazione e della comunicazione; rendere più competitive le piccole e medie imprese; favorire un’economia a basse emissioni di anidride carbonica.

L’economia dei territori europei negli ultimi anni è stata messa a dura prova e la politica di coesione si è confermata uno degli strumenti di investimento più importanti dell’Unione europea, offrendo opportunità ai cittadini, alle imprese e alle nostre città e regioni. Anche per il futuro deve rimanere uno dei pilastri del processo di integrazione europeo.

È evidente che serva per le zone montane un’attenzione specifica viste anche le particolarità di questi territori. Le sfide sono enormi, ma non sono separate dello sviluppo sostenibile del resto dell’Unione. Lo sviluppo di questi territori, che può passare anche tramite l’uso di strumenti quali gli Investimenti territoriali integrati (ITI), sarà decisivo per consentire una crescita armoniosa anche delle zone con caratteristiche diverse ma con esse integrate.

Come Presidente dell’Intergruppo Montagna del Parlamento, sto portando avanti una campagna per chiedere un’Agenda europea per le zone di montagna e rurali. Così come successo per le aree urbane, l’UE deve prendersi carico anche delle nostre montagne, fonte di risorse naturali, di opportunità economiche nel turismo e nella cultura, e inestimabile patrimonio di tradizioni e storia.