Domani sapremo se sarà Brexit oppure no

Domani sapremo se sarà Brexit oppure no. Sapremo se saranno prevalsi i populismi e che effetto avrà avuto la nostra battaglia per un’Europa unita. Cittadini, movimenti, giovani e personalità della cultura continuino a mobilitarsi per difendere il nostro progetto comune.

Quello britannico è un referendum che deve farci riflettere perché a mettere in discussione l’UE è stato lo stesso primo ministro David Cameron per cercare di creare consenso elettorale. Una mossa che oggi rischia di essere un autogol per l’intera comunità. Secondo il  “Deconstructing Cameron (again)”, un documento scritto da Richard Corbett (eurodeputato inglese del gruppo S&D), nella maggior parte dei casi le richieste di chi sostiene la Brexit sono già dentro i trattati.

Alcuni esempi? Il tema della sussidiarietà che è legato alla sovranità: si può e si deve andare verso un’Unione sempre più forte, ma le decisioni devono essere prese il più possibile vicino ai cittadini ed è in questa direzione che si sta lavorando anche dal punto di vista legislativo riportando verso Stati ed enti locali alcune competenze. Senza tener conto dei costi economici di un’eventuale uscita del Regno Unito dall’UE: una famiglia inglese perderebbe dalle 2.200 alle 5.000 sterline annue.

Anche la questione migranti. In Gran Bretagna la maggior parte degli immigrati viene da fuori UE. Le statistiche inoltre dicono che gli inglesi presenti sul suolo europeo sono tanti quanti i cittadini europei di altri Paesi presenti in Gran Bretagna, quindi non vi è alcuna invasione del Regno Unito. Anche eventuali argomentazioni legate a un disequilibrio del welfare inglese a vantaggio degli immigrati non stanno in piedi: gli immigrati usufruiscono dei servizi in minor quantità rispetto ai contributi che pagano e spesso vanno via prima di riceverli; questo succede anche in Italia.

I giovani possono essere la chiave di volta dell’Europa. Secondo un sondaggio che è stato realizzato a inizio aprile da Opinium condotto per l’Observer il 53% dei giovani intervistati ha dichiarato che voterà contro la Brexit.

Gli europei hanno fiducia dell’Europa. I valori che ci uniscono sono più importanti di tutto quel che ci divide. L’Unione Europea è sicuramente migliorabile, ma la soluzione ai problemi non è un fuggi-fuggi generale da quel progetto unitario che mira allo sviluppo e all’equità sociale. L’Europa deve pensare a contrastare la povertà e l’esclusione sociale affrontando con coraggio le paure che attanagliano i cittadini, ma senza assecondarle.