Approvata la Strategia macroregionale alpina, adesso la palla passa alle Regioni. Il Piemonte non si faccia sfuggire questa occasione

Via libera del Parlamento europeo alla Strategia macroregionale alpina: con 521 voti a favore l’assemblea ha approvato la relazione scritta di Mercedes Bresso, parlamentare europeo per il Gruppo S&D. Adesso la palla passa agli Stati coinvolti dal progetto e alle Regioni interessate: sette Regioni italiane, Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia; e sette stati europei, Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia, più due paesi terzi quali il  Liechtenstein e la Svizzera.
I cittadini hanno bisogno di risposte concrete e la Strategia macroregionale alpina (EUSALP) è una delle possibili soluzioni. La politica di coesione rappresenta oggi uno dei pochi strumenti che mette a disposizione risorse che ricadono interamente sui territori, ma è fondamentale il ruolo delle regioni e degli enti locali perché sono le istituzioni più vicine ai cittadini, sentono la loro voce e sono in grado di indirizzare le risorse più coerentemente rispetto ai bisogni dei territori
Quello che è stato approvato è un progetto che offre alle Regioni un’opportunità per investire sui territori montani sviluppando anche nuove forme di governance multilivello. Il ruolo delle Istituzioni presenti sul territorio deve essere rafforzato. La Strategia macroregionale alpina deve essere uno strumento di supporto per lo sviluppo economico, la crescita e l’occupazione dei territori alpini. Stiamo parlando di un territorio che ha 80.000.000 di abitanti e coinvolge in totale ben 48 regioni. Dobbiamo ricreare una comunità alpina che sia in grado di competere con gli altri grandi poli europei
L’Italia non considera le Alpi come un’opportunità nonostante sia toccata dall’intero arco alpino. Una delle mie proposte è quella di creare una piattaforma di investimento per la regione alpina che consenta di mobilitare finanziamenti pubblici e privati, anche tramite la BEI e le opportunità dell’EFSI. Non possiamo però pensare ad uno sviluppo di questi territori, fino a quando non saremo in grado di metterli in contatto con il resto del mondo attraverso nuove soluzioni che portino internet anche in quei territori. Dobbiamo rendere queste zone attrattive per i nostri giovani, con opportunità e strumenti. Dobbiamo potenziare le infrastrutture utilizzando anche le opportunità che offre il mercato come la sharing economy, penso a un servizio UBER montano. Infine i servizi: le nuove tecnologie ci vengono in soccorso, con l’e-health, il telelavoro, l’insegnamento a distanza
È evidente che questa Strategia da sola non sarà la soluzione di tutti i problemi. Ma sono convinta che sia un’opportunità unica per il futuro della Macroregione. Con la collaborazione e la disponibilità di tutti i livelli di governo e degli attori sociali ed economici, questa Strategia potrà dare un contributo fondamentale alla ripresa e allo sviluppo nelle regioni interessate. Approvata la Strategia macroregionale alpina, adesso la palla passa alle Regioni. Il Piemonte non si faccia sfuggire questa occasione e recuperi il terreno perduto rispetto a chi si è già attivato e ha già cominciato a lavorare