Fondi di coesione 2020/2026: è necessario semplificare

Il Parlamento europeo ha avviato la discussione relativa al nuovo programma 2020/2026 sui Fondi di coesione. In qualità di membro della Commissione per lo Sviluppo regionale parteciperò attivamente al dibattito anche per proporre eventuali cambiamenti.

La prima preoccupazione è relativa al pacchetto globale che riguarderà la politica di coesione e il fondo sociale europeo. Si tratta di fondi molto ambiti, allo stesso modo di quelli della politica agricola, perché sono gli unici due blocchi di finanziamenti europei destinati direttamente ai territori.
L’ambizione di attingere da quei fondi è dovuta alle esigenze politiche del momento: Migration compact, ricostituzione dei fondi per la ricerca, rafforzamento della politica di difesa e sicurezza estera comune e controllo delle frontiere. Per finanziare queste politiche il bilancio europeo dovrebbe essere incrementato con risorse proprie e senza nuovi contributi da parte degli Stati membri. Il pericolo però è che qualcuno possa pensare di attingere dalle risorse destinate ai Fondi di coesione. A maggior ragione in un momento in cui le critiche alla politica di coesione si fanno più forti perché sono viste come uno strumento lento e complicato.
Vedo dunque dei rischi, anche per le Regioni della competitività che in Italia sono quelle del centro-nord e alcune del sud. Per queste se viene ridotto ulteriormente il finanziamento conseguentemente potrebbe ridursi l’attrattività stessa dei fondi per territori e imprese.
È evidente che è necessaria una semplificazione della politica di coesione, della politica regionale, ma anche del fondo sociale europeo, fondo di sviluppo rurale e fondo per la pesca. Questi hanno un regolamento comune e regolamenti specifici che sono complessi. Come gruppo S&D abbiamo fornito alla Commissione per la semplificazione una nostra proposta, per esempio usare di più i costi standard quindi non dovere rendicontate dettaglio per dettaglio che semplificherebbe il lavoro dei funzionari, delle imprese e delle piccole start up.
Credo che le autorità italiane dovrebbero cominciare a programmare risorse proprie specifiche per avviare la realizzazione di un parco progetti. Nella nostra regolamentazione nazionale abbiamo il divieto di finanziare progetti che non abbiano ancora il finanziamento, questo vuol dire che chiunque debba presentare un progetto deve aspettare di avere lo stanziamento delle risorse per avviare il lavoro concreto. Una cosa che allunga i tempi all’infinito, quindi realizzare un parco progetti da finanziare con i fondi europei sarebbe importantissimo.