Una risoluzione del Parlamento Europeo per l’Italia e i territori gravemente colpiti dal terremoto

Ieri ho presentato  al Parlamento europeo la nostra risoluzione, di cui sono co-autrice, per l’Italia e i territori gravemente colpiti dal terremoto .
L’Europa intera ha visto con che violenza le zone centrali del nostro territorio sono state colpite dai terremoti di fine agosto e fine ottobre. Il sisma che ha colpito il nostro Paese il 30 ottobre è stato il più violento dal 1980.

In totale da agosto 400 persone sono rimaste ferite e 290 cittadini hanno perso la vita. Un bilancio drammatico sotto il profilo del potenziale umano.
L’impatto è stato devastante anche dal punto di vista infrastrutturale, storico e culturale. I danni hanno messo fortemente in discussione le attività economiche di quei territori, specialmente per le piccole e medie imprese, per l’agricoltura e per il turismo. Senza contare gli eventuali effetti idrogeologici che non possono essere previsti e che potrebbero generare ulteriori fenomeni ambientali.
Il Parlamento Europeo ha monitorato con attenzione la situazione del nostro Paese potendo apprezzare lo sforzo e la volontà dell’intero sistema di soccorso composto da uomini della protezione civile, ma anche da volontari e cittadini che si sono operati per la collettività. La preoccupazione prima di tutto è per il grande numero di sfollati che sono e saranno esposti alle difficili condizioni climatiche dell’inverno.
In una situazione del genere è fondamentale che le autorità nazionali di protezione civile europee cooperino per ridurre al minimo le conseguenze di questi eventi. È necessario semplificare ulteriormente le procedure di attivazione del meccanismo di protezione civile europeo al fine di renderlo rapidamente ed efficacemente disponibile all’indomani di una catastrofe.
Ci vogliono però anche risorse ed è per questo che la risoluzione che voteremo invita la Commissione europea a prendere tutte le misure necessarie per garantire e fornire un rapido finanziamento al massimo livello possibile del Fondo di solidarietà dell’UE ponendo al centro il ruolo delle autorità regionali e locali nella gestione e nella distribuzione dei fondi. Non solo, perché l’invito è anche quello di garantire che tutti gli strumenti disponibili nell’ambito dei fondi di coesione e regionali siano effettivamente utilizzati per le attività di ricostruzione e tutte le altre azioni necessarie e di prendere in considerazione la possibilità di utilizzare il Fondo europeo per lo sviluppo rurale per sostenere le aree rurali e le attività agricole che sono state colpite dai terremoti.
Si deve però pensare anche al futuro e non solo all’emergenza ed è per questo che è necessario un piano di investimenti pubblici in materia di politiche di prevenzione e di un piano di adeguamento antisismico nelle zone a più alto rischio sismico e idrogeologico, escludendo queste spese dal calcolo del limite di disavanzo dello Stato membro interessato.
Un’Europa unita e forte è anche più solidale.