Piano Junker, necessaria sinergia con i Fondi strutturali

Al via nella Commissione per lo sviluppo regionale (REGI), di cui faccio parte, l’esame della riforma del Fondo europeo per gli investimenti strategici e sui Fondi strutturali. Come REGI abbiamo approvato il parere sul nuovo testo legislativo che rappresenta la prosecuzione del piano Junker. Più anni e più fondi per realizzare investimenti con una durata che in previsione dovrebbe andare oltre la fine della legislatura. A disposizione nuove risorse che grosso modo raddoppiano il Fondo.
Siamo indubbiamente d’accordo sul fatto che siano messe a disposizione nuove risorse e che continuino gli investimenti che si sono rivelati importanti anche per l’Italia che è stata uno dei primi utilizzatori, ma come Commissione per lo sviluppo regionale abbiamo sottolineato il fatto che nella prossima versione vengano realizzate più sinergie tra il piano Junker e i Fondi strutturali.
Le cose da fare sono tante, per esempio sarebbe importante lanciare un nuovo progetto di rinnovo portuale e di sistema ferroviario metropolitano. In questi casi per creare sinergie tra il piano Junker e i Fondi strutturali sarebbe necessario finanziare con il primo i grossi progetti che rendono economicamente, mentre con i Fondi si potrebbe investire in tutte le infrastrutture che hanno carattere pubblico, che non hanno una resa diretta, ma che servono al funzionamento del progetto.
Serve inoltre un riequilibrio territoriale perché ci sono stati Paesi che non sono stati per nulla toccati dal piano e quindi bisogna aiutarli a utilizzarlo. Una cosa però è fondamentale: le sinergie tra il piano Junker e i Fondi strutturali non devono essere un modo per portare via risorse economiche da questi ultimi.