Guida ai tre anni al Parlamento europeo

Tre anni di duro lavoro al Parlamento Europeo densi di attività, alcune di queste mi preme ricordarle qui. Il piano Juncker per esempio che si propone di aiutare il finanziamento della ripresa economica in Europa incentivando progetti innovativi e più di 100.000 imprese hanno già fruito di questi aiuti; è stata la prima volta che si è rotta l’idea che si esce dalla crisi solo con l’austerità. Uno dei momenti importanti di questi tre anni è stato l’apputamento di Roma durante il quale abbiamo celebrato i 60 anni dei Trattati, ma abbiamo anche definito il futuro dell’Unione. Gli Stati Uniti d’Europa dovranno proteggerci dalla globalizzazione, ma dovranno anche assicurare lavoro, crescita, sviluppo per tutti i cittadini europei. Dobbiamo ridurre le diseguaglianze e lottare contro i cambiamenti climatici. Uno degli strumenti che si potrà utilizzare sarà il rapporto che ho scritto insieme al collega Brok su come i Trattati potranno essere utilizzati per rinnovare le politiche del nostro continente.

Questa seconda fase della legislatura europea dovrà però essere caratterizzata dai Diritti sociali. Dobbiamo creare un pilastro dei diritti sociali degli europei che siano economici e sociali: indennità di disoccupazione, salario minimo, maternità, pensione, disabilità. Questioni che vengono parzialmente o totalmente garantiti nei diversi Paesi europei, ma su cui non vi è omogeneità. Se vogliamo che la libera circolazione dei lavoratori sia un fattore di crescita per tutta l’Europa e non una paura degli uni verso gli altri dobbiamo garantire gli stessi diritti.

L’Europa è il nostro futuro e il solo modo con cui potremo pienamente partecipare alla storia futura del mondo, ma è anche una cosa di cui
dobbiamo avere cura.

 

http://