Quale futuro per le aree rurali nella politica di coesione post 2020?

Il futuro delle aree rurali nella politica di coesione post 2020, sarà questo il tema del seminario che è in programma domani al Parlamento Europeo e che ho voluto organizzare in qualità di Presidente del gruppo interparlamentare europeo sulle zone rurali, montuose e remote (RUMRA).
L’intergruppo nasce come forum nel 2014 ed è un luogo dentro il quale discutere di iniziative e leggi che potrebbero avere un impatto sul benessere e sul futuro di più di 113 milioni di persone che vivono in zone rurali, remote e montane. Più del 57,4% della popolazione dell’Unione Europea vive nelle zone rurali ed è nostro compito garantire che abbiano lo stesso accesso di tutti gli altri europei a fonti energetiche più pulite e più efficienti.
L’evento di domani discuterà il ruolo delle aree rurali nella politica di coesione, con particolare attenzione ai collegamenti urbano-rurali e alle possibili lezioni da imparare l’una dall’altra. Al centro del dibattito l’attuale agenda urbana e le possibilità di creare un concetto simile per le aree rurali, montane e remote, in vista della prossima revisione della politica di coesione e del quadro finanziario pluriennale dell’UE.
Si cercherà di farlo in modo concreto analizzando opzioni in materia di politica economica per migliorare la situazione dei trasporti, della connettività, delle relazioni rurali-urbane, dell’energia, dei cambiamenti climatici. Quali sono le sfide uniche che affrontano le aree rurali? Qual è il ruolo che le aree rurali possono svolgere per contribuire allo sviluppo sociale ed economico dell’Europa? Quanto altro è necessario per sostenere la crescita delle imprese non agricole nelle aree rurali? Quali lezioni possono apprendere le regioni rurali dalle città e viceversa? Cosa le istituzioni e l’industria europee hanno bisogno tra di loro per sostenere lo sviluppo delle aree rurali? Cercheremo di dare delle risposte a queste domande.