L’Europa e una maggiore trasparenza, approvato un testo: cosa prevede?

Grazie ad un lavoro lungo due anni del gruppo dei Socialisti&Democratici, che ha dovuto arginare da un lato le derive populiste di alcuni gruppi, e dall’altro le tendenze oscurantiste del partito popolare europeo e dei conservatori – contrari all’introduzione di norme che garantissero una maggiore trasparenza delle istituzioni europee – il Parlamento ha adottato un documento equilibrato sulla necessità di una maggiore trasparenza, responsabilità ed integrità delle istituzioni europee.

Va sottolineato che la Commissione europea e il Parlamento europeo sono un’amministrazione aperta, molto più trasparente ed accessibile di quelle che conosciamo nella maggior parte degli Stati Membri – i cittadini possono seguire quasi tutte le riunioni delle commissioni in streaming ed avere accesso a quasi tutti i documenti. Tuttavia, per motivi diversi, la politica di Bruxelles e le istituzioni sono viste come troppo distanti e, secondo una rilevazione Eurostat del 2014, solo il 42% dei cittadini europei ha fiducia in queste istituzioni, mentre solo in 8 paesi su 20 le istituzioni europee sono percepite come più credibili in quelle nazionali. In questo quadro si iscrive la relazione adottata giovedì in Plenaria volta a rinforzare il concetto di un’Europa più vicina ai cittadini, in linea con il discorso sullo Stato dell’Unione pronunciato il giorno precedente dal Presidente della Commissione.

Il rapporto introduce un’importante strumento per raggiungere una maggiore trasparenza nella legislazione europea: l’impronta legislativa. I parlamentari responsabili di un dossier legislativo, e i Presidenti di Commissione interessati, dovranno rendere pubblico, attraverso supporti informatici, l’elenco di tutte le riunioni con i portatori d’interesse, le quali dovranno anche essere inscritte nel registro di trasparenza. In questo modo i cittadini potranno controllare chi e che portatori d’interesse incontra il deputato nel percorso che porta all’approvazione delle norme.. Lo stesso principio varrà poi anche per i Commissari e per il loro staff.

Inoltre per evitare ulteriori incertezze sul non rispetto del conflitto d’interesse – come nel caso dell’ex presidente della Commissione europea Barroso in seguito nominato presidente della filiale europea di Goldman Sacs – il Parlamento europeo ha chiesto che i Commissari non possano ricoprire una funzione lavorativa legata ad ambiti di interesse europeo per almeno tre anni successivamente al termine del loro mandato.

Per quanto riguarda la trasparenza e l’accesso ai documenti, il Parlamento ha chiesto che tutti i documenti sugli accordi commerciali vengano resi pubblici. Inoltre, anche i documenti e verbali dei triloghi – che sarebbero le trattative a porte chiuse tra Parlamento, Consiglio e Commissione durante le quali si tenta di trovare accordi sulle proposte legislative – dovrebbero essere resi accessibili per i cittadini e per i portatori d’interesse, anche se già oggi se molte fasi della legislazione Ue sono più trasparenti di quelle degli Stati nazionali.