Migliorare la condizione femminile? Partiamo da una convenzione di cittadine

Un convenzione di cittadine sul futuro dell’Europa per avviare un percorso partecipato mirato al miglioramento della condizione femminile nei Paesi membri dell’Unione europea. È questa la proposta che ho lanciato la settimana scorsa durante il Forum delle associazioni femminili per l’Europa che si è svolto a Milano.

L’UE si sta riformando e rinnovando e per farlo ha chiesto agli Stati membri, ai cittadini e ai movimenti un aiuto. Come? Attraverso le convenzioni di cittadini che sono uno strumento da utilizzare per lanciare proposte e progetti volti a migliorare le politiche europee. La maggioranza degli europei è donna e una convenzione che affronti il tema della condizione femminile è imprenscindibile. Come le donne vedono il futuro dell’Europa? Che cosa chiedono all’UE? Come vedono il futuro dell’Unione europea e il proprio futuro in essa? Cosa dell’UE pensano sia utile e cosa pensano che non sia utile?

L’Europa ha dato un enorme impulso alle politiche di genere e alla valorizzazione della presenza femminile nella società, ma è necessario fare una riflessione su cosa vogliamo in più perché se questa deve essere la nostra casa comune dobbiamo capire quale sarà il nostro posto e quanto spazio avremo.

È necessario capire quali sono le politiche messe in atto a favore delle donne e quali progetti possono ancora essere avviati. Un esempio? Sono necessari strumenti che facilitino la partecipazione femminile, banalmente in politica le donne sono anche meno perché una campagna elettorale costa e la differenza di reddito tra uomo e donna in questo caso incide.

Noi donne siamo tante, attive e impegnate a migliorare la nostra vita. Personalmente mi sono impegnata a facilitare con gli strumenti che ho a disposizione un eventuale convenzione sulla condizione delle donne lanciata dal Forum delle associazioni femminili per l’Europa.