Il futuro dell’Europa raccontato agli universitari europei

Nei giorni scorsi ho risposto alle domande che le Università per l’Europa mi hanno posto. Abbiamo parlato soprattutto di come dovrebbe essere l’Unione europea del futuro e il profondo interesse che ho percepito non può che farmi piacere e ben sperare.

Alcuni punti che abbiamo trattato? Le priorità per il futuro della zona euro secondo me sono principalmente due: un bilancio che serva ad affrontare le crisi economiche, sia quelle che coinvolgono tutti i Paesi, sia quelle che coinvolgono solo singoli Stati che devono far fronte a una situazione specifica; il completamento dell’unione bancaria perché abbiamo bisogno di uno strumento utile a garantire i fondi dei risparmiatori e l’organizzazione del sistema bancario.

Mi è stato chiesto anche perché non è stata approvata la proposta delle liste transnazionali e come funzionavano in modo concreto. La responsabilità della loro bocciatura è del PPE che ha deciso di non sostenerle. Noi pensavamo che fosse un modo per aprire un vero dibattito democratico e creare uno spazio di confronto pubblico europeo. E molto concretamente l’elettore avrebbe avuto due schede, una delle due avrebbe dato la possibilità di votare per la lista nazionale presentata dai partiti politici europei che sarebbe stata capeggiata dal candidato Presidente alla Commissione.

Infine un tema importantissimo come quello della Difesa comune europea. La cooperazione strutturata che è stata approvata è un primo passo importante come lo è il Fondo europeo per la Difesa perché tende a finanziare progetti comuni di ricerca nel campo degli armamenti che siano comuni ad almeno tre Stati europei. Come è noto la ricerca militare produce effetti anche su quella civile.

Di seguito il video dell’intera intervista:

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