Un’Europa a più velocità? Solo con il coinvolgimento delle Regioni e Città

Di fatto il processo di integrazione dell’Unione europea è frutto di un meccanismo a più velocità che in alcuni frangenti si è rivelato efficace, come per esempio nell’ambito delle cooperazioni rafforzate

In poche parole, possiamo dire che il processo di integrazione europea è caratterizzato da importanti asimmetrie. Alcuni esempi? Le divergenze che contraddistinguono la politica economica e monetaria; le asimmetrie decisionali e istituzionali derivanti dal Trattato di Lisbona; le scelte, compiute durante la crisi economica e finanziaria, che hanno portato a privilegiare il metodo intergovernativo rispetto a quello comunitario.

Inoltre, nella costituzione di un’Unione a due velocità ha avuto un ruolo importante anche la crisi economica e finanziaria che ha creato una spaccatura tra gli Stati dell’Euro e gli Stati fuori dall’Euro. È proprio in questo contesto che l’Unione dovrebbe interrogarsi su come riavvicinare i propri cittadini al progetto europeo.
In questo processo è fondamentale che i cittadini si sentiano parte di una comunità, parte del progetto europeo. E per raggiungere questo obiettivo il ruolo delle regioni e degli enti locali è di importanza vitale saranno loro a dover svolgere quel ruolo fondamentale di collante tra i territori e il livello europeo. Non bisogna mettere a rischio il ruolo politico delle regioni.

Bruxelles e le sue istituzioni sono talvolta percepite come entità oscure e distanti dai problemi di tutti i giorni, dei lavoratori, degli artigiani e delle persone che fanno impresa. La voce degli enti locali, il ruolo di filtro e di raccolta delle istanze dei territori non è sostituibile. L’intermediazione offerta dai rappresentanti dei cittadini a livello locale, che vivono tutti i giorni i problemi delle persone, diventa fondamentale per lo sviluppo di un progetto europeo che li faccia sentire considerati nelle loro aspirazioni, nei loro progetti, sogni, ma anche nell’affrontare i problemi e le sfide.

Se da un lato le Istituzioni quali la Banca Centrale Europea entrano direttamente nella definizione delle politiche pubbliche europee, dall’altra organismi di natura politica e capaci di rappresentare i territori dovrebbero avere un’attenzione più forte per bilanciare questo apparente “disequilibrio” democratico. Per questi motivi io credo che un’Europa a molte velocità possa essere sostenibile solo con un adeguato coinvolgimento delle regioni e città.