A Bruxelles serve che le città acquistino un peso maggiore

Le città sono state da sempre al centro della storia delle società europee e ancora l’Europa costituisce uno dei continenti a maggiore densità urbana, basti ricordare che oggi oltre i 2/3 dei cittadini europei vivono nelle aree urbane consumando all’incirca l’80% delle risorse energetiche e producendo fino all85% del prodotto interno lordo europeo. In sintesi, dei 500.000 di abitanti dell’UE quasi 340.000 vivono in città.
Le città hanno giocato un ruolo centrale nel processo di integrazione europea come luogo privilegiato di elaborazione di idee e di innovazione. Per tutte queste ragioni nella Commissione Affari Costituzionali del Parlamento europeo stiamo esaminando gli interventi che l’Europa dovrebbe mettere in campo per dare alle città un ruolo rafforzato nel quadro decisionale delle istituzioni dell’Unione.
Ho ritenuto prioritario porre l’attenzione soprattutto sui poteri decisionali d’attribuire alle città, sempre tenendo presente come principio fondamentale quello della sussidiarietà. Cioè l’Europa non può e non deve sostituirsi ai livelli di Governo più vicini ai cittadini quando non necessario, limitandosi a un ruolo di coordinamento ove i territori possono far fronte ai problemi e alle esigenze dei cittadini in modo più efficace. Le città potranno portare il proprio messaggio a Bruxelles e soprattutto incidere nelle decisioni in ambito europeo, principalmente passando dal loro organo di rappresentanza ovvero il Comitato delle Regioni, delle città e degli enti locali dell’Unione europea.
A Bruxelles serve però che le città acquistino un peso maggiore per fornire un contributo che può essere decisivo. Penso allo sbilanciamento di rappresentanza nel Comitato delle Regioni che in alcuni Paesi penalizza le città a vantaggio dei governi regionali. In un emendamento ho dunque proposto che pur mantenendo la designazione nelle mani dei Governi nazionali si preveda a una rappresentanza rafforzata delle città a Bruxelles tramite il Comitato delle Regioni.
Credo che per costruire l’Europa del futuro si debba inevitabilmente passare dalle città che sono in punto di snodo decisivo per la messa in opera delle politiche strutturali e di coesione, ma sono anche il luogo di incontro tra il locale e l’europeo e del dibattito tra le forze democratiche. L’obiettivo nostro è di costruire un modello nuovo di città del futuro; delle città intelligenti, inclusive, sostenibili che possano dare un contributo con il proprio bagaglio di saperi, di idee e di energie alla costruzione di un’Europa migliore e più vicina ai cittadini