È il momento di mettere sul tavolo il peso dell’Italia

Durante la seduta del Parlamento europeo che si è tenuta a Strasburgo martedì la Commissione ci ha presentato il Quadro Finanziario Pluriennale, le proposte che sono state avanzate sono timide. Secondo i nostri calcoli l’aumento previsto è solo dell’1,08% che non può bastare per finanziare capitoli importanti come le politiche migratorie, il controllo delle frontiere, la ricerca scientifica, i programmi di mobilità (per esempio Erasmus) e la difesa comune europea.
A fronte delle nuove sfide e delle tensioni internazionali, la Commissione ha quindi deciso di tagliare i fondi per la Politica Agricola Comune, per lo Sviluppo Rurale e la Politica di Coesione e Regionale. Il Gruppo S&D, la famiglia europea di cui il Partito Democratico fa parte, ha lavorato e sta lavorando per rendere il Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione più equo e più vicino ai bisogni dei cittadini.
Abbiamo ottenuto dei buoni risultati. Uno di questi è l’inserimento di nuovi criteri per l’assegnazione di fondi per la Politica di Coesione, come per esempio il livello di disoccupazione, soprattutto giovanile, e come l’mpegno per l’attuazione di politiche di integrazione e accoglienza dei migranti. Anche grazie a questa battaglia, che è stata condotta soprattutto da noi Socialisti e Democratici, l’Italia, insieme a Portogallo e Spagna, potrebbe vedere aumentare di circa 2,4 miliardi di euro i propri fondi destinati alla Politica di Coesione.
Un grande risultato, per niente scontato, che dovremo difendere perché la battaglia è appena iniziata. Però nonostante i risultati ottenuti in questi anni dall’Italia in materia di lavoro, ricerca, infrastrutture e politiche dei migranti, in sede europea il Movimento 5 Stelle e la Lega continuano a schierarsi contro tutto. Votano contro, come è stato nel caso del Quadro Finanziario Pluriennale, mentre invece sarebbe il momento di dare il massimo e di mettere sul tavolo delle trattative tutto il peso del nostro Paese.
Sono molto preoccupata, ascoltando il dibattito in aula è emerso chiaramente che da parte loro e dei loro alleati, Le Pen e Farage, c’è una chiara convergenza sull’idea di un’ItalExit. Dobbiamo guardare ai bisogni reali delle famiglie, delle imprese, degli agricoltori, delle persone anziane e dei giovani. Il loro futuro e il nostro futuro è al sicuro solo in Europa.

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