Fondo Sociale Europeo Plus: in Commissione REGI il parere di Mercedes Bresso

Il Fondo sociale europeo (FSE) è il principale strumento economico utilizzato dall’Unione europea per accrescere le prospettive occupazionali e i posti di lavoro dei cittadini europei, promuovendo politiche di formazione per migliorare la situazione dei soggetti più vulnerabili e svantaggiati. Il fondo sociale è una chiara risposta europea al grave problema della disoccupazione, in particolar modo giovanile e al conseguente rischio povertà.

A differenza di altri fondi europei è il solo che pone le persone al centro delle politiche di sviluppo offrendo un aiuto concreto ai disoccupati a trovare un lavoro e a migliorare le possibilità di chi vuole trovarne uno migliore. Per questo motivo investe nel capitale umano, consapevole che la coesione sociale passa dall’opportunità di vita più equa per tutti, siano essi occupati o disoccupati, vecchi o giovani.

Un dato fra tutti ci fa capire meglio l’importanza di questo fondo nella struttura globale delle politiche europee: ogni anno circa 10 milioni di persone beneficiano dell’aiuto del fondo sociale per trovare un lavoro o per migliorare le proprie competenze allo scopo di trovarne uno in futuro. Un valido ed efficiente contributo per limitare gli effetti delle ripetute crisi economiche con i conseguenti incrementi dei livelli di disoccupazione e di povertà e per progredire nel progetto europeo di una società giusta e solidale.

La Commissione europea ha presentato qualche mese fa il quadro finanziario pluriennale, dentro cui si colloca la proposta relativa al nuovo Fondo sociale europeo Plus (FSE +). Questo ormai riunisce il Fondo sociale europeo (FSE) già esistente con l’Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) e il programma dell’UE per la salute. Nello specifico il FSE + è uno dei numerosi fondi strutturali che insieme costituiscono i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE).

Questa settimana infatti ho presentato in Commissione per lo Sviluppo Regionale un parere dove insisto a restare fedeli ai principi fondamentali che hanno caratterizzato da sempre il FSE +.

A tale scopo ho rilanciato le mie opinioni secondo le quali il FSE +:

– deve continuare a svolgere un ruolo chiave nel sostenere la creazione di posti di lavoro e di elevata qualità e nel promuovere l’inclusione sociale, in particolare per le categorie vulnerabili e svantaggiate come i giovani, i disoccupati di lunga durata e le persone con disabilità;

– deve continuare a combattere la povertà e l’esclusione sociale legate alla disoccupazione e alla scarsa formazione professionale, in linea coi principi indicati dal pilastro europeo dei diritti sociali;

– deve rispettare il ruolo chiave delle regioni ed enti locali, in qualità sia di beneficiarie che di autorità di gestione, per incidere maggiormente sugli obiettivi fissati e assicurare un adeguato coordinamento tra il FSE + e la più ampia politica di coesione e regionale nonché i relativi strumenti di finanziamento;

– deve contrastare la tendenza sempre più incombente di una rinazionalizzazione del fondo sociale e continuare a far parte integrante dei fondi strutturali;

– deve semplificare il quadro normativo e valorizzare le sinergie e il coordinamento tra il FSE + e gli altri Fondi strutturali (in particolare il FESR e il FC).

Questi punti non negoziabili che animano il mio parere devono comunque allinearsi, senza snaturarsi, alle indicazioni di politica generale del semestre europeo, alle raccomandazioni specifiche per paese (RSP) e alle specificità degli investimenti del FSE +. Elementi importanti dal punto di vista strategico generale che però devono garantire una flessibilità di programmazione a livello di autorità di gestione, sia nazionale che regionale, con lo scopo di individuare le priorità e i settori in cui gli investimenti sono necessari. Tutto questo tenendo conto dei principi e dei diritti iscritti nel pilastro europeo dei diritti sociali e degli obiettivi tradizionali del Fondo Sociale Europeo: sostenere l’occupazione, l’istruzione e la formazione attive, in particolare attraverso politiche attive del mercato del lavoro, che dovrebbero continuare ad essere fondamentali nel prossimo FSE +.

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