Indagine Eurobarometro: gli europei vogliono cooperazione tra Stati membri dell’Unione

A pochi mesi dall’appuntamento elettorale un’indagine di Eurobarometro svela quelle che secondo i cittadini europei dovrebbero essere tendenze e priorità dell’Unione europea.
Vorrei partire da un rammarico, quello di non essere riusciti a portare a termine la procedura dello Spitzenkandidat, ovvero quel processo politico che assegna la presidenza della Commissione al leader del partito con maggior numero di seggi al Parlamento europeo. Un procedimento che, secondo Eurobarometro, soddisferebbe il 63% degli europei.
Europei che hanno ben chiari i temi sui quali vorrebbero chiarezza durante la prossima campagna elettorale per le elezioni europee. La lotta al terrorismo in primis (49%), ma anche la disoccupazione giovanile (48%), immigrazione (45%) e crescita ed economia (42%). Questioni centrali per il futuro dell’UE.
La strada per affrontare questi temi, sempre secondo Eurobarometro, dovrebbe essere quella della cooperazione tra Stati membri dell’Unione. Sette europei su dieci, quindi il 70%, sono convinti solo così si possa far fronte a potenze mondiali come Russia, Cina, Paesi arabi e USA. Per realizzare questa indagine sono stati intervistati 27.601 europei.
Quello degli europei è uno sguardo consapevole che marcia nella direzione opposta rispetto ai leader politici che sostengono politiche a carattere sovranista. La soluzione non è dunque la frammentazione, ma la cooperazione e l’Unione, sempre nel rispetto dell’autonomia dei singoli Stati.
Non è un caso che qualche mese fa il Presidente degli USA, Donald Trump, durante un’intervista rilasciata alla CBS News abbia dichiarato che l’Europa sarebbe un nemico degli Stati Uniti. È stato così certificato che l’Europa è più forte quando è unita e che solo sotto il cappello dell’Unione europea può essere competitiva nel mondo. I cittadini europei hanno lanciato lo sguardo oltre i confini europei e hanno visto con che potenze abbiamo a che fare. Il nostro continente per quando riguarda reddito e potenza economica è un gigante mondiale. Siamo il più grande mercato globale e anche tra i più grandi acquirenti e venditori, oltre che donatori.
Purtroppo però la forza che abbiamo in ambito economico, non possiamo dire di averla in ambito politico. È per questo motivo che deve andare avanti il processo di creazione degli Stati Uniti d’Europa. Dire Stati Uniti d’Europa non significa delegare completamente all’UE gli interessi nazionali, ma cooperare con gli altri Stati.
Oggi non è più possibile voler mettere al centro gli interessi degli italiani restando al di fuori dell’Europa o non accettando di far parte dell’Unione. Usa, Cina, India, Russia e America Latina sono i grandi competitor mondiali ed è impensabile sedersi a un tavolo con loro come Italia e non come Ue. Se vogliamo che gli interessi degli italiani siano messi al centro dobbiamo anche lavorare per creare l’Europa federale perché dal punto di vista politico e dal punto di vista della capacità di difesa senza Unione siamo solo 27 nani.
In questi anni l’Unione europea ha lavorato molto per il bene dei cittadini e i risultati stanno cominciando ad essere percepiti. Il lavoro svolto su temi come politica industriale, politica estera, lotta al terrorismo e gestione dell’immigrazione soddisfa la maggior parte dei cittadini intervistati. La strada intrapresa è dunque quella giusta, bisogna continuare in questa direzione e raccontare nel miglior modo possibile i benefici che derivano dagli Stati Uniti d’Europa.