Approvata al Parlamento europeo la risoluzione che prevede la realizzazione di un’Agenda europea per le zone montane, rurali e remote

Durante la seduta plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo che si è tenuta questa mattina è stata approvata la risoluzione che prevede la realizzazione di un’Agenda europea per le zone montane, rurali e remote. Un atto che nasce da una mia iniziativa come Presidente dell’intergruppo RUMRA.
Si tratta di un progetto che guarda a quei territori che chiedono di non essere marginalizzati. Si tratta delle zone rurali, periferiche, di montagna, isolate che rappresentano gran parte del territorio italiano, ma anche europeo. Cittadini e Comuni che da troppo tempo chiedono a gran voce maggiore attenzione e servizi. A queste zone vanno dedicati non solo i necessari finanziamenti, ma insieme devono essere elaborate politiche settoriali di intervento che consentano il loro rilancio, economico ma non solo
Servono modelli nuovi, che esistono già in altri paesi, per rendere queste zone più attraenti – soprattutto per i giovani – moderne e innovative. L’Unione europea si è occupata molto fino ad ora di zone urbane, ma la prospettiva sta finalmente cambiando. Grazie anche al lavoro di quattro anni fatto dall’Intergruppo sulle zone rurali e di montagna (RUMRA), sia il Parlamento che la Commissione europea stanno sempre più prendendo coscienza di queste problematiche.
Le zone di montagna e rurali rappresentano l’80% del territorio europeo e in questi territori abita il 20% della popolazione europea: serve un’iniziativa forte a loro sostegno. L’Unione europea ha approvato un’agenda urbana dalla quale sono nate una serie di politiche utili a rilanciare per esempio le periferie. Adesso faremo la stessa cosa per le zone di montagna e rurali. Bisogna saper progettare per questi territori. Serve un approccio coerente e completo. Nessuno si trasferisce in montagna se non ha accesso a trasporti, sanità e scuola per i bambini. In questo senso quindi dovranno essere orientate anche le priorità di spesa dei prossimi fondi strutturali e della politica di coesione
L’Europa e l’Italia vincono solo se si convincono che la soluzione sta in una vera cooperazione tra i diversi territori, uno scambio continuo di risorse, anche umane, di conoscenze, di esperienze. Il destino di città, campagne e montagna è indissolubilmente legato.

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