La presidente Mercedes Bresso dice no al «secessionismo linguistico» della Lega e suggerisce provocatoriamente che la seconda lingua richiesta sia straniera «a partire dall'inglese».
«Il federalismo che abbiamo in mente - afferma Bresso - non si presta a dare spazio al secessionismo linguistico della Lega. Sarebbe assai meglio se si pretendesse dai docenti non solo l'ovvia conoscenza della lingua italiana, ma anche quella di una seconda lingua straniera, a partire dall'inglese. La proposta è chiaramente incostituzionale. Ma soprattutto l'Italiano rappresenta il tratto costitutivo principale della nostra identità nazionale e non può essere messo in discussione. Le parlate regionali sono un importante fenomeno culturale, vanno difese e tutelate in ambito familiare e vanno sostenute con l'attività del tessuto associazionistico e della società civile. Ma non possono sostituire l'Italiano come lingua veicolare. E' assai singolare che la Lega in consiglio dei ministri si sia opposta alla legge regionale che tutela il piemontese come lingua minoritaria e che oggi proponga di imporla come requisito di accesso a una funzione pubblica».

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