Il Governo italiano continua la sua stravagante politica: prima elabora un programma nucleare e solo dopo si impegna ad acquisire 'evidenze scientifiche' e poi, a sorpresa, dichiara lo stop sul piano energetico così importante fino a poche settimane fa. Il provvedimento in questione era stato uno dei primi varati dal governo e risale al giugno del 2008. Con il decreto legge, il n. 112, "convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133" per la "realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare" che secondi alcuni del centro destra sarebbe stato l'inizio di una rivoluzione epocale nella produzione energetica italiana. A distanza di qualche anno molte cose sono successe, il ministro competente è cambiato più volte, anche attraverso un lungo interim con lo stesso premier, e oggi assistiamo anziché al varo della riforma 'epocale', siamo costretti a parlare di 'fallimento epocale' .
La decisione del Governo, oltre al tema nucleare, nasconde anche un evidente crisi dell’esecutivo. A maggior ragione la mobilitazione referendaria deve proseguire, bisogna impedire la delegittimazione del referendum di giugno.

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