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La memoria corta della Lega in Piemonte
Lunedì 26 Luglio 2010 17:08
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federico-fornarodi Federico Fornaro (Vicesegretario PD Piemonte) - da L'Unità del 26/7/2010
In quella che lo storico Antonio Gibelli chiama l’“età berlusconiana”, sono oramai diventati abituali gli attacchi sistematici alla magistratura in presenza di sentenze sgradite e un’altrettanto diffusa perdita della memoria storica. Nel caso dei ricorsi riguardanti le ultime elezioni regionali in Piemonte questo copione si sta ripetendo alla perfezione, anche se a recitare il ruolo di protagonista,per una volta, non è Berlusconi, ma la Lega di Bossi.

Dopo la recente sentenza del Tar che ha parzialmente accolto i ricorsi contro due liste a sostegno di Cota e deciso il riconteggio di circa 18.000 schede, il Carroccio ha attaccato ad alzo zero i giudici amministrativi. Mai come in questi giorni i leghisti usano la parola “sovranità popolare”, quasi fosse un salvacondotto utile a superare ogni regola e garanzia in materia di elezioni, gridando allo scandalo per l’intervento del Tar.

Peccato, però, che gli stessi leghisti, nel 1993, non esitarono a rivolgersi al Tar del Piemonte per contestare l’esito del voto del primo turno delle elezioni comunali di Torino. Domenico Comino,candidato sindaco del Carroccio,infatti, per poche centinaia di voti non riuscì ad andare al ballottaggio, superato da quel Valentino Castellani che, al secondo turno, sconfisse Diego Novelli.
In prima istanza il Tar, accogliendo le tesi della Lega, decise per il riconteggio di circa 250.000 schede elettorali. " E’ una vittoria della democrazia” - dichiarò l' on. Gipo Farassino, della Lega – “e viene da pensare che la stessa mano che compie questi brogli abbia messo le bombe per ritardare l' avvento del nuovo. Il sindaco ora sa che la sua sorte e' appesa a un filo". 

L’allora capogruppo leghista alla Camera, Roberto Maroni non fu da meno: "Può Castellani, dopo questa decisione, governare fino a metà gennaio? Io penso che l' attuale sindaco farebbe un gesto di grande stile se si dimettesse”. Il riesame durò alcuni mesi e si concluse con la sostanziale riconferma dei dati dello scrutinio iniziale.
Sebbene i casi siano diversi (ipotesi di brogli in sede di scrutinio nel 1993 e liste illegittime nel 2010) la decisione del Tar è stata simile e improntata al rispetto della volontà elettorale: il riconteggio delle schede.

Gli stessi leghisti che nel 1993 inneggiarono al Tar oggi, persa ogni memoria del passato, non esitano a parlare di golpe per impedire alla Lega di governare il Piemonte. La verità,invece, è molto più semplice: le regole di garanzia che presiedono alla presentazione delle liste, alla campagna elettorale e al conteggio dei voti sono un tutt’uno con la democrazia e la volontà popolare e come tali sono inscindibili, con buona pace di Bossi e Berlusconi.

 
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