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Uccidere per un tartufo
Giovedì 18 Giugno 2009 12:42

Il profilo del tartufo - copertinaPubblichiamo su gentile concessione dell’Editrice La Stampa l’articolo di Mario Baudino sul thriller-rosa di Mercedes Bresso, scritto martedì 16 giugno. Di seguito, sempre a cura di Mario Baudino, l'intervista alla presidente e le prime pagine del volume.

Si può uccidere per un tartufo? Ebbene no, risponde Mercedes Bresso nel suo attesissimo thriller che sta per essere pubblicato da Rizzoli, titolo Il profilo del tartufo. Si uccide, e come, tra le colline di Langa, il castello di Verduno, l’Università di Pollenzo ma anche a Hong Kong, perché c’è un misterioso e inafferrabile killer che si aggira minacciosissimo, con i mandanti tranquillamente seduti alla famosa asta internazionale del tartufo, quella che si tiene ogni anno a Grinzane Cavour in collegamento con grandi città internazionali, il punto da dove si dipana l’intrigo.

Si uccide, ma un’intrepida poliziotta e uno studioso del paesaggio scopriranno che dietro la facciata sfolgorante delle ghiottonerie internazionali ci sono trame e interessi ben più prosaici.

Il preziosissimo tubero che tira la volata alla fiorente economia della Langhe è un simbolo, ed anche un depistaggio. Odoroso, va da sé. Talmente odoroso, e sublime, e veneratissimo, che il losco maneggio internazionale arriva a un passo dal successo. L’intera economia langarola rischia anzi il tracollo, per i falsi indizi lasciati da K., killer altoatesino, che fanno esplodere uno scandalo mediatico sui tartufi adulterati. Menomale che c’è il Guru, ovvero Carlin Petrini, a infondere speranze, suggerire rimedi e tenere vibranti discorsi,come solo lui sa fare, per salvare la situazione.

L’autrice, in questo che non pare solo un divertissement, non dimentica di essere la presidente della Regione, e nel gioco dei personaggi inserisce, oltre ai luoghi descritti con molta verisimiglianza, anche temi a lei cari, come la tutela del paesaggio agricolo, lo sviluppo equilibrato di un’area dalla crescita impetuosa e a volte a rischio strabismo, l’orgoglio per un’economia che funziona.

«Voi piemontesi siete davvero fortunati ad avere degli operatori culturali che portano con sapienza nel mondo l’immagine di una regione in cui cultura, enogastronomia, paesaggi, tradizione e innovazione costituiscono un unicum inscindibile e assolutamente fuori dell’ordinario», dice verso la fine, alzando il bicchiere per un brindisi, lo svizzero Claude, studioso di paesaggio e involontario detective innamorato.

La scena avviene nel «ristorante letterario» di Costigliole, ora chiuso dopo la brutta storia di Giuliano Soria e del Grinzane Cavour. Ma le voci che volevano lo stesso Soria tra i personaggi del libro vengono confutate: non c’è, nemmeno all’asta del tartufo (promossa dall’Enoteca Regionale Piemontese Cavour con la Regione Piemonte e la Città di Alba) che pure frequentava assiduamente. Ci sono invece riferimenti alla sua creatura.

«Che cosa sarebbero le Langhe senza Pavese o Fenoglio? Per questo anche le iniziative come i parchi culturali, nati qui su iniziativa del Grinzane Cavour – il premio letterario – sono importantissime per valorizzare il paesaggio, farlo conoscere e spingere i suoi abitanti ad averne cura», dice ancora Claude, questa volta in un bar.

E’ lui, pensoso e non antipatico, a giganteggiare nel romanzo. E’ anche il portatore di motivate perplessità nei confronti del modello di sviluppo langarolo e monferrino; inoltre adora la cucina. Un ruolo altrettanto importante è quello della vicecommissaria Sandra Lusso, che intreccerà con lui una prudente storia d’amore fra ottimi aperitivi e cenette niente male, destinata a trovare il suo apice dopo che il pur sedentario corteggiatore le avrà salvato la vita in un momento particolarmente drammatico dell’intreccio. 

Il thriller di Mercedes Bresso contiene una morale, abbastanza trasparente, che riguarda l’uso del territorio. Ma al di là di questo è anche una classica storia da brivido, fra diamanti, falsari di banconote, ingenui sofisticatori di tartufi, tre mortiammazzati, agguati notturni e fiato sospeso, dalle strade affollate di Hong Kong alla magica notte di luna piena sulla collina di Barbaresco, quando un cane trova come sempre il suo tesoro e l’ispettrice capisce per una volta, invece, che qualcuno ha fatto breccia nel suo cuore.


 

 
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