da La Repubblica del 2 gennaio 2012
Mercedes Bresso non ci sta. Dopo mesi di silenzio, l´ex presidente regionale reagisce con rabbia alle dichiarazioni di Roberto Cota che, prendendo spunto dalla relazione della Corte dei Conti sul bilancio 2010 ha scaricato ancora una volta sulla precedente giunta la responsabilità dei buchi nei conti regionali.
Bresso il nodo è quella delibera nell´ultimo giorno del suo mandato in cui annullò voci di bilancio per oltre 600 milioni di euro. La Corte dei Conti l´ha criticata. Cota sostiene che tutto nasce da lì. Cosa replica? «Quella delibera era legittima, sono pronta a difenderla in ogni sede. Bisogna considerare che il bilancio era tecnico e provvisorio. E quella delibera era solo cancellazione di impegni, non liquidazioni. Impegni di spesa diciamo così "morali" in cui gli assessori avevano un po´ esagerato e che sono stati ridotti. Ma nessuna di quelle voci era obbligatoria o già esecutiva».
Ciò riguardava tutti gli oltre 600 milioni della delibera? «No, circa 500 milioni, il resto erano stanziamenti per le province che non avevano utilizzato negli anni precedenti. E che per questo sono stati cassati».
Cota dice che è stato il suo più grave errore accettare quel bilancio a scatola chiusa. «Non l´ha accettato a scatola chiusa: lo ha preso, modificato e approvato, poi addirittura ha fatto l´assestamento. Dire adesso che quel bilancio è nostra responsabilità e che è nostra la colpa dei seicento milioni di buco che si sono creati nei conti della Regione a fine 2010 è una strumentalizzazione oltre che un bugia bella e buona. E non basta».
Cosa c´è ancora? «Quella non è che la dimostrazione che sono una banda di dilettanti. Perché anche quest´anno, vale a dire nel 2011, il bilancio del Piemonte si chiuderà con un deficit elevato: per il secondo anno consecutivo e non era mai accaduto. Non solo: stanno facendo il preventivo del 2012 senza ancora aver reso noto l´assestamento del 2011. Come è possibile?».
Nella sanità però i conti stanno migliorando. «Anche lì ho dei dubbi: perché stanno mettendo risorse regionali, in aggiunta a quelle che arrivano dal fondo nazionale, per la stessa cifra che mettevamo noi. Comunque sulla sanità Cota dovrebbe andare a casa».
Perché? «Ha detto che si dimetterà se il nuovo piano sanitario non passerà: ma hanno già bocciato quella che era la sua idea forte, la separazione degli ospedali dal territorio. Il resto era già nel nostro piano. Monferino ha qualche buona idea, ma non gliela lasceranno realizzare».
Insomma non salva nulla? «La situazione è fuori controllo, la giunta Cota sta distruggendo con i suoi tagli la cultura, la sanità, l´assistenza, l´istruzione e così via. Tutto il Piemonte si lamenta».

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Gentile Pesidente, lei dice che bisogna investire ...
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