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Un mondo più sano e ricco
Venerdì 09 Ottobre 2009 09:44

Sulla green economy abbiamo anticipato gli Stati Uniti. Siamo partiti con due-tre anni d’anticipo. Il mondo si sta convincendo che il futuro dell’economia e dell’ambiente passa da qui. E la Regione, finora, ha stanziato oltre 300 milioni di euro, tra incentivi e sovvenzioni, per la riconversione energetica di edifici pubblici, l’avviamento di filiere produttive sulle energie rinnovabili, lo studio e la ricerca nei diversi ambiti dell’economia eco-sostenibile.

L’obiettivo, oltre alla riduzione della dipendenza energetica da gas e petrolio e la conseguente riduzione delle emissioni inquinanti, è la costruzione di una filiera industriale forte sull’energia in Piemonte, che contribuisca in modo profondo alla crescita del Pil e alla diversificazione del nostro tessuto economico, rendendoci indipendenti dalle importazioni.

Non mi stancherò mai di ripetere che il nostro orientamento non ha nulla a che fare con l’ambientalismo del “no”. L’obiettivo non è la realizzazione di una società pauperistica. Anzi: le tecnologie per la produzione di energia da fonti rinnovabili creeranno posti di lavoro di alta qualità, ben retribuiti e non precari. Così come il risparmio energetico non si tradurrà soltanto in pur necessari comportamenti virtuosi, ma anche in prodotti industrialmente sofisticati che richiederanno tecnici e artigiani di alto livello.

La green economy è uno strumento da usare non solo per proteggere il pianeta dai cambiamenti climatici, ma anche per affrontare in modo efficace la crisi economica e occupazionale. Una risposta non a una crisi, ma a più crisi. Il Piemonte da anni è in prima linea: presto avremo una flotta pubblica di dieci auto a idrogeno, prodotte con General Motors. Abbiamo anche raccolto la sfida del piano casa varato dal governo, ma in chiave di eco-efficienza, riduzione delle emissioni, edilizia sostenibile. Le nostre imprese si stanno muovendo per adattare le tecnologie con innovazioni di prodotto che rispondano alle esigenze dei clienti.

Uniamo le energie, dunque. Perché per la prima volta nella storia dell’industria si può lavorare per un mondo più sano senza dover rinunciare a un Piemonte più ricco.

 
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