Il Manifesto di Ventotene verso Roma 2017

Agosto 1941. Sull’isola di Ventotene, mentre le forze dell’Asse sembrarono destinate alla vittoria, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, insieme a Eugenio Colorni, stesero il documento che sarà d’ispirazione per la nascita dell’Unione Europea: il Manifesto di Ventotene.

Spinelli e Rossi furono due personaggi molto diversi l’uno dall’altro, per estrazione politica e per carattere, ma erano accomunati dagli ideali profondi in cui credevano: il sogno di un’Europa unita, federale, democratica ed egualitaria.

Punto di partenza della stesura del Manifesto di Ventotene furono gli scritti di Junius, ovvero Luigi Einaudi, il maestro di Rossi. Ci vollero 6 mesi per scrivere “Per un Europa libera e unita” che fu in seguito diffusa sul continente, prima in una versione ciclostilata e successivamente pubblicato clandestinamente, grazie alla rete antifascista e al coraggio di Ursula Hirschman che riuscì a portare a Roma una copia; all’inizio il documento di Spinelli e Rossi riscosse poco successo tra gli ambienti politici italiani ma, come spesso accade, la forza delle idee superò anche gli ostacoli più ostici.

Il Manifesto faceva appello alla libertà dell’uomo e alla giustizia sociale e proponeva la creazione di un’Europa federale con organismi liberamente eletti, un esercito comune che fosse in grado prima di tutto di imporre ordine al proprio interno e, in secondo luogo, di rapportarsi con i grandi Stati del mondo.

Il Manifesto è perciò considerato, a ragione, uno dei testi fondamentali e ispiratori dell’Unione Europea.

Marzo 2017. L’Europa dopo sessant’anni di pace e prosperità, è attraversa da venti populisti e neo nazionalisti che soffiano forti sulle preoccupazioni delle persone. Oggi, nel contesto storico in cui ci troviamo, e a pochi giorni dalle celebrazioni dei Trattati di Roma, è necessario ripartire dalla forza innovatrice, coraggiosa, progressista e democratica del Manifesto di Ventotene per rilanciare il processo di integrazione europea per essere in grado di affrontare le immani sfide che attendono tutti i noi europei.

Un futuro comune per tutti gli europei: lo immaginavano Altiero Spinelli e Eugenio Rossi in confino durante la guerra, lo dobbiamo rilanciare con forza durante le celebrazioni dei Trattati di Roma che si terranno il 24 marzo 2017.

La strada non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà” (Altiero Spinelli, Ernesto Rossi)

Sul sito dell’Istituto Federalista Altiero Spinelli è facilmente consultabile una copia del Manifesto, clicca qui:

http://www.istitutospinelli.org/2016/12/07/il-manifesto-di-ventotene-in-tutte-le-lingue-dellue/