Le liste transnazionali per un’Europa più democratica e trasparente

Dal Parlamento europeo è arrivato il primo “sì” alle liste transnazionali per le prossime elezioni del 2019, a pronunciarlo è stata la commissione Affari Costituzionali. Nei fatti la proposta, che formalmente è stata riproposta nel 2017 dal governo italiano con l’intervento di Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari Ue, dal presidente francese Emmanuel Macron, dal governo spagnolo e più recentemente dal premier irlandese, nasce per ripartire in modo equo i seggi che rimarranno vacanti dopo l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea.

Cosa prevede questa proposta? In conseguenza alla Brexit gli inglesi lasceranno scoperti 73 seggi, di questi 27 scranni verranno riassegnati aumentando lievemente la “dotazione” di alcuni Paesi, l’Italia dovrebbe godere di 3 seggi in più. Dei restanti 46, un numero pari a quello degli Stati membri dell’Unione verranno assegnati con elezione su liste transnazionali presentate dai partiti politici europei su circoscrizione unica europea; gli ultimi 19 resteranno da parte per possibili futuri allargamenti.

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