Dal Bresso-Brok a una vera e propria legislatura costituente

Dal Bresso-Brok a una vera e propria legislatura costituente. Entro il prossimo anno dobbiamo completare il percorso di riforme che abbiamo avviato per poter finalmente intraprenderne uno nuovo che porti a un’Europa più democratica e vicina ai cittadini.

Quella che si concluderà tra poco più di un anno è stata la legislatura del rapporto Bresso-Brok, un lavoro dal quale sono emerse tutte le proposte che il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha avanzato nel suo discorso sullo stato dell’Unione. La difesa comune europea è solo il più importante e clamoroso risultato che abbiamo ottenuto. Una proposta che nacque sulla spinta di Italia, Germania, Francia e Spagna che in poco più di un anno siamo riusciti a far approvare dal Consiglio dei Ministri europei degli esteri e della difesa.

In questi ultimi quindici mesi dobbiamo concentrarci su un altro importante risultato da ottenere, la realizzazione dell’Europa sociale. Siamo ancora lontani dal raggiungere il nostro obiettivo, ma per la prima volta, grazie alla “Carta di Goteborg”, le istituzioni europee ammettono la necessità di un pacchetto di misure di tipo sociale. La crisi economica ha portato paura e diffidenza nei confronti di tutti i Governi e a una graduale crescita di consensi da parte di sovranismi e populismi. Il rischio è che si disperda l’enorme lavoro che è stato fatto.

Da questa fase però stiamo uscendo ed è giunto il momento di lanciare le nostre proposte. L’Europa in questa campagna elettorale dovrà essere al centro ed è compito nostro fare in modo che le politiche europee siano determinanti per le scelte dei cittadini. Inoltre da qui alle prossime elezioni europee dobbiamo incentivare la partecipazione e costruire quella domanda dal basso che deve creare uno spazio politico di discussione. Abbiamo bisogno di creare dibattito e le liste transnazionali serviranno a questo.

Sono tanti i movimenti che stanno nascendo con l’obiettivo di avanzare proposte per riformare l’Unione europea. Mi viene in mente Civico Europa, che è un tentativo gigantesco di costruire un processo di convenzione cittadina attraverso l’uso di nuovi media e con il supporto delle Università. I cittadini vogliono spendersi per cambiare l’Europa e non c’è più tempo per aspettare che i Governi ci dicano cosa dobbiamo fare.

Abbiamo bisogno di un’Europa più democratica, federale, non ridondante, che abbia competenze economiche e fiscali, ma anche in materia di difesa, sicurezza, politica estera e giustizia. Io sono certa che su questi temi gli europei hanno voglia di esprimersi e di vedere garantita la loro facoltà di scelta.