Una risoluzione per i bisogni specifici delle zone rurali, montuose e periferiche

Sono tante le azioni che l’Unione europea ha messo in campo per sostenere le aree urbane. Nella programmazione europea è anche prevista un’agenda specifica, ovvero un’insieme di politiche che possano rispondere agli obiettivi comuni in tutta Europa per questi territori. Le periferie delle nostre città per esempio hanno giovato di risorse che sono servite a riqualificarle. Le zone montane e rurali hanno la stessa esigenza di essere sostenute.

L’UE in questi anni ha lavorato molto per il macrocosmo alpino e io mi sono impegnata in prima persona. L’approvazione di Eusalp, la strategia macroregionale alpina, ne è una prova. Per la prima volta è stata approvata una strategia macroregionale che non si occupa di acqua (le precedenti hanno curato le zone del Baltico, Danubio e Adriatico), ma che ha cercato di rispondere alle esigenze delle zone montane.

Adesso però abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti: abbiamo approvato quasi all’unanimità una Risoluzione su “i bisogni specifici delle zone rurali, montuose e periferiche”. Queste aree rappresentano l’80% del territorio Europeo e il 57% della sua popolazione. Come Presidente dell’Inter-gruppo Rumra ho chiesto alla Commissione Regi di proporre al Parlamento Europeo una risoluzione con le linee guida per promuovere un’agenda simile a quella dell’Urban Agenda for Europe, conosciuta anche come patto di Amsterdam. Come responsabile su questo tema per il Gruppo Socialisti & Democratici in commissione Regi mi sono impegnata a sottolineare l’importanza strategica delle aree rurali, montuose e periferiche puntando l’attenzione su un rinnovato e non conflittuale rapporto con le aree produttive della pianura.

Ci vuole un’agenda mirata sulle esigenze particolari delle zone geograficamente svantaggiate che permetterebbe di offrire migliori servizi come internet diffuso, una migliore vivibilità, soprattutto per le persone anziane (che costituiscono il 20% della popolazione), approvvigionamento idrico ed energetico, trasporti efficienti, politiche ambientali sostenibili e impulso alle economie locali. Le zone montane e rurali devono risolvere prima di tutto problemi di tipo strutturale. Questioni che non trovano una risposta nell’aumento del reddito, ma in politiche specifiche che vengano declinate in modo differente territorio per territorio. Si tratta di territori che hanno obiettivi comuni, ma che devono avere risposte cucite su misura.

Un esempio? Le Alpi oltre a essere un punto di passaggio, devono essere anche connesse tra loro, al loro interno, e dunque avere un sistema di trasporti che sia efficace. È a questo punto che è necessario l’intervento dell’Europa perché in montagna i trasporti non si finanziano da soli perché ci sono meno abitanti e i territori sono più complessi. E questo vale per molte altri temi.

Ribadisco, per questo è necessaria un’agenda specifica che declini politiche comuni europee (come la tutela dell’ambiente, la creazione di sviluppo e occupazione e la realizzazione di un’ agenda digitale) sulla base delle esigenze dei territori montani.

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