Approvato il rapporto sul nuovo FSE: uno strumento per costruire un’Europa più adatta ai giovani e a chi è in difficoltà

Approvato a larga maggioranza in commissione REGI (Commissione per lo sviluppo regionale), il rapporto sul nuovo Fondo Sociale Europeo (FSE) di cui sono stata relatrice.
Il nostro obiettivo è avere garanzie di opportunità di lavoro più eque per tutti i cittadini. Dobbiamo investire sul capitale umano europeo, che è la nostra vera forza. Il Fondo sociale europeo (FSE) è il principale strumento dell’Unione europea a sostegno di un impiego di elevata qualità e garanzia di opportunità di lavoro più eque per tutti i suoi cittadini perché è a sostegno dei lavoratori, dei giovani e di chiunque cerchi lavoro.
La Commissione europea ha adottato una proposta relativa al nuovo Fondo sociale europeo Plus (FSE +) che riunisce il Fondo sociale europeo (FSE) esistente con l’Iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, il Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD), il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) e il programma dell’UE per la salute. Il FSE + è uno dei numerosi fondi strutturali che insieme costituiscono i Fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE).
Oggi sono state accolte le riflessioni che ho presentato in Commissione REGI (Commissione per lo sviluppo regionale) sulla proposta della Commissione europea. Ci saranno più risorse, ma soprattutto il Fondo Sociale Plus si allargherà a tutta una serie di politiche sociali che comprendono la lotta alla povertà e alla disoccupazione giovanile inglobando anche in via definitiva il progetto “Garanzia Giovani”
Questo è un rapporto importante perché ci permette di rendere chiara la posizione della nostra Commissione sul fatto che il Fondo Sociale Europeo deve restare uno strumento a disposizione delle Regioni, non deve essere ri-nazionalizzato e deve servire per le politiche attive del lavoro, per lottare contro la disoccupazione e per aiutare i giovani a costruirsi una propria attività. Deve aiutare anche tutte le categorie professionali che si sono trovate in questi anni in difficoltà attraverso la formazione e l’aiuto a riqualificarsi. Insomma deve costruire una società europea più adatta ai giovani e a tutti coloro che si trovano in difficoltà
Le principali migliorie proposte all’interno del rapporto sono quattro: 
– il FSE+ deve continuare a svolgere un ruolo chiave nel sostenere la creazione di posti di lavoro nuovi e di elevata qualità e nel promuovere l’inclusione sociale, in particolare per le categorie svantaggiate come i giovani, i disoccupati di lunga durata e le persone con disabilità;
– molto bene la disposizione in materia di inclusione sociale che assegna a tale aspetto il 25% della dotazione, il 2% alla lotta contro le privazioni materiali; il 10 % all’occupazione giovanile nei paesi con una percentuale elevata di NEET;
– necessario riconoscere meglio il ruolo chiaro delle regioni, in qualità sia di beneficiarie che di autorità di gestione, al fine di garantire una maggiore efficacia degli obiettivi fissati nella proposta e assicurare un adeguato coordinamento tra il FSE + e la più ampia politica di coesione e regionale nonché i relativi strumenti di finanziamento;
– si deve semplificare il quadro normativo e valorizzare le sinergie e il coordinamento tra il FSE + e gli altri Fondi strutturali (in particolare il FESR e il FC).

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