Plenaria: per una transizione ecologica che non pesi sulle spalle dei più deboli

La democrazia non si può fermare, altrimenti i terroristi l’avranno vinta. È per questo che credo sia stato giusto oggi riunire il Parlamento europeo e riprendere i lavori nonostante quel che è successo ieri sera a Strasburgo. Le nostre democrazie sono sottoposte a pressioni enormi di tipo diverso che ne minacciano la stessa natura e un futuro che troppe volte abbiamo dato per scontato.

Uno dei temi di cui abbiamo discusso in seduta plenaria sono i cambiamenti climatici. Si sta rivelando insostenibile la doppia morsa causata da una parte dagli effetti della globalizzazione e dall’altra dagli sconvolgimenti sempre più poderosi derivati dal cambiamento climatico. Io credo che sia possibile rispondere alla sfida del cambiamento climatico tenendo insieme anche la dimensione sociale. Lo scopo deve essere quello di proteggere tutti i cittadini, ma in particolare i più deboli che sono anche quelli più colpiti dalla globalizzazione e che più hanno patito nel tempo gli inquinamenti e le difficoltà prodotte dalla crisi ambientale.

Noi non possiamo fare pesare la transizione ecologica sulle spalle dei più deboli, ma sono convinta che sia possibile realizzare una transizione giusta. Dobbiamo affrontare il nostro programma e il dibattito essendo capaci di valutare insieme gli aspetti ambientali, economici e sociali. Se riusciremo a fare questo potremo realizzare politiche veramente giuste.

Come Gruppo S&D abbiamo presentato ai cittadini con forza e convinzione un modello di equità sostenibile che sarà alla base della nostra azione a livello europeo perché cittadini e pianeta non possono più attendere.

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