EUSALP è occasione per discutere dello sviluppo del territorio rurale e montano

Il lancio della presidenza italiana di EUSALP per il 2019 è un’occasione per discutere del tema dello sviluppo del territorio rurale e montano, delle potenzialità e delle sue esigenze specifiche che sono da sempre al centro delle mie battaglie. Sono stata relatrice di EUSALP per il Parlamento Europeo quando fu votata nel 2016. La strategia macro regionale alpina permette di dar voce all’interno dell’Unione Europea ai problemi che riguardano aree confinanti tra loro e che condividono obiettivi comuni per il raggiungimento della coesione economica, sociale e territoriale.

In questo processo il ruolo delle regioni è fondamentale. Le nostre Alpi devono essere considerate un’opportunità, che mobiliti i finanziamenti pubblici e privati anche tramite i fondi di coesione. Queste aree possono essere rese attrattive anche per i giovani e lo sviluppo di nuove attività commerciali legate alle tecnologie. Recentemente abbiamo fatto un ulteriore passo in avanti al riguardo approvando un’Agenda per le zone rurali e montane, che ha l’obiettivo di promuovere i territori che rappresentano l’80% dell’Europa e in cui vive il 57% della popolazione. L’Agenda auspica anche a un patto tra i piccoli comuni per un approccio più efficacie e coordinato allo sviluppo di soluzioni energetiche e tecnologiche intelligenti. Un esempio? Solo il 25% degli abitanti delle zone rurali sono raggiunti da una connessione internet veloce. Questo handicap va risolto per permettere lo sfruttamento delle innovazioni che derivano dall’utilizzo delle nuove teconolgie.

Il tema degli Smart Villages costituirà una priorità della prossima politica di sviluppo rurale e montano. Il nuovo concetto mira a risolvere i problemi della connessione a banda larga per creare opportunità di lavoro e fornitura di servizi dando benessere agli abitanti e attrattività alle zone rurali. Abbiamo bisogno di raccogliere un panorama di buone pratiche al riguardo già esistenti per renderle condivisibili nelle varie realtà e favorire la progettazione degli smart villages del futuro.

Il tutto non sembra una sfida facile, ma ci sono strumenti anche a livello Europeo che possono essere utili a risolvere questi problemi. Durante l’ultima plenaria a Strasburgo è stato approvato al Parlamento europeo il regolamento generale per la politica di coesione 2021-2027. Grazie alla battaglia del Gruppo SD abbiamo ottenuto ottimi risultati. La Commissione proponeva 330 mld mentre il Parlamento europeo li porta a 378; aumento del cofinanziamento europeo, per gravare meno sulle casse degli enti locali; un ruolo più forte delle Regioni e Città nella programmazione e attuazione secondo il principio di sussidiarietà. Abbiamo proposto che ci siano delle risorse specifiche assegnate alle zone rurali e montante, prevalentemente tramite il FESR. Nella nostra proposta per il nuovo FESR abbiamo chiesto che almeno il 5% delle risorse sotto il capitolo “Investment for jobs and growth” sia destinato verso zone non urbane e/o con handicap fisici e geografici permanenti.

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